Il governo danese, che ricoprirà la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea fino a fine anno, ha annunciato il proprio dietrofront in merito alla controversa proposta di legge Chat Control, «per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale sui minori» nei messaggi privati online. Secondo il progetto legislativo, qualsiasi conversazione privata in digitale avrebbe dovuto essere sottoposta a un controllo; molte associazioni e attivisti in difesa della privacy, però, l’avevano ferocemente criticato.
Sin dal principio della sua presidenza, la Danimarca era apparsa intenzionata a procedere con l’approvazione in Consiglio. Non è riuscita, tuttavia, a convincere un numero sufficiente di nazioni e, in vista del termine del suo semestre, ha optato per un’alternativa più diplomatica.
Chat Control: la proposta originale e l’opzione “moderata”
La proposta originale prevedeva che ogni messaggio, audio, foto o video inviato su piattaforme come WhatsApp, Telegram o Gmail dovesse essere sottoposta al controllo delle aziende tecnologiche, prima di essere inviato al destinatario. Questo passaggio intermedio avrebbe limitato o stoppato la diffusione di immagini pedopornografiche, rendendo più difficili gli adescamenti online.
Inizialmente, l’Italia aveva mantenuto un atteggiamento neutrale rispertto allidea; negli ultimi mesi, però, era apparsa leggermente più favorevole. La nuova alternativa avanzata dalla Danimarca chiede invece il rinnovo della legge che consente alle aziende tecnologiche controlli volontari.
Federica Checchia





