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Ritorna in grande Charlie Hebdo, la vignetta su Khamenei scatena la rabbia dell’Iran

A otto anni dall’attentato alla sua redazione, il settimanale Charlie Hebdo pubblica 35 vigrette scelte tra le migliori che hanno partecipato a un concorso internazionale. In uscita sul numero speciale con una carrellata di 35 vignette satiriche, le migliori tra centinaie ricevute nell’ambito di un concorso internazionale indetto a sostegno del movimento di contestazione popolare in Iran, sulla scia dell’uccisione lo scorso 16 settembre di una giovane curda iraniana, Masha Amini.

“Mullah, tornate da dove venite” titola il numero speciale in edicola da ieri, dedicato all’Iran e per commemorare l’ottavo anniversario dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015 – costato la vita a 12 persone – perpetrato da aggressori che affermavano di agire per conto di al-Qaeda per vendicare la decisione del giornale di pubblicare caricature blasfeme del profeta Maometto.

“Volevamo sostenere ciò che stava accadendo in Iran. E, vedendo Ali Khamenei, che non è un personaggio che vediamo spesso nei media, ci siamo detti che aveva una buona testa per una caricatura. Il leader supremo, a differenza di Maometto, non è un profeta, quindi possiamo disegnarlo quanto vogliamo” ha riferito al quotidiano Libération il direttore di Charlie Hebdo, Riss.

«È stato un modo per manifestare il nostro sostegno agli uomini e alle donne iraniane che rischiano la vita per difendere la loro libertà contro la teocrazia che li opprime dal 1979. È stato anche un modo per ricordare che i motivi per cui erano stati assassinati i vignettisti e redattori di Charlie, otto anni fa, sono purtroppo ancora attuali. Chi rifiuta di sottomettersi ai dettami delle religioni rischia di pagarlo con la vita. Cosa avrebbero pensato oggi Charb, Cabu, Bernard Maris, Wolinski, Tignous, Mustapha Ourrad, Honoré ed Elsa Cayat vedendo quello che sta accadendo in Iran? Nessuno può dirlo, ma possiamo immaginarlo», si legge

Paolo Lombardi, della provincia di Arezzo, è tra i vincitori del concorso indetto dal giornale satirico francese Charlie Hebdo che ha dedicato un interno numero speciale alle proteste in corso in Iran contro il regime alla guida del Paese. La contestazione a Teheran è esplosa lo scorso settembre dopo la morte in carcere di Mahsa Amini, 22enne che era stata arrestata perché non portava correttamente il velo. Con l’iniziativa, il giornale francese ha voluto supportare i contestatori iraniani contro il regime reazionario e così ricordare quanto avvenuto 8 anni fa, il 7 gennaio 2015, quando la redazione di Charlie Hebdo fu teatro di un attentato, il più grave registrato in Francia negli ultimi 60 anni, firmato da al Qaida: nella circostanza morirono 12 persone. I terroristi attaccarono il giornale per via della pubblicazione di alcune vignette satiriche sul profeta dell’Islam Maometto.

Ho appreso del concorso indetto da Charlie Hebdo lo scorso dicembre – spiega oggi Paolo Lombardi – e ho deciso di partecipare. Il tema era quello di realizzare una caricatura di Ali Khamenei”. L’ayatollah Khamenei è la guida suprema dell’Iran, figura politico-religiosa di spicco del paese. Il concorso esortava: “Disegnatori e vignettisti devono sostenere le persone iraniane che lottano per la propria libertà”. “Sono state inviate circa 300 vignette – continua Lombardi – la mia è stata scelta addirittura per la pubblicazione in prima pagina. Purtroppo ho appreso che non è tardata ad arrivare la rabbia del regime di Teheran per questa iniziativa”. Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ha parlato in un tweet di un atto “offensivo e maleducato” del periodico francese a cui “risponderemo in modo deciso ed efficace”.

Ritorna in grande Charlie Hebdo, la vignetta su Khamenei scatena la rabbia dell'Iran

Alessia Spensierato

Alessia Spensierato, Editore (Owner & Founder) della testata giornalistica di Metropolitan Magazine. La scrittura è la sua più grande passione, ha scritto il suo primo libro"Il silenzio in un caffè" pubblicato nel 2013 tra i top ten e-book dei più venduti nello stesso anno. Nel 2014 si cimenta nella scrittura del suo secondo "One Way", ex speaker radiofonica. Il mondo del Web l'ha sempre affascinata e oggi ha cercato di unire le sue più grandi passioni creando Metropolitan Magazine. Metropolitan Magazine oggi è una testata nota sia a Roma che in Italia. Non utilizza nessun aggettivo per definirsi, per lei esistono solo parole "nuove" che nessuno sa. "Il mondo è di chi lo disegna ogni giorno in modo diverso, a volte anche senza matite."
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