Tra simili ci s’intende, tra icone della musica (a volte) ci si difende. Robbie Williams, occupato nella promozione del biopic Better Man, incentrato sulla sua vita, è dalla parte degli Oasis riguardo alla polemica nata intorno al prezzo dei biglietti del loro tour del 2025. La band britannica è, infatti, da settimane nell’occhio del ciclone circa la questione dynamic pricing. Secondo questo sistema, in parole povere, più gente richiede una certa categoria di tagliando e più il prezzo di essa aumenterà in tempo reale oltre quello già prestabilito.

Dopo giorni di dibattito, Liam e Noel Gallagher sono intervenuti nella questione, declinando qualsiasi responsabilità. «Deve essere chiaro che gli Oasis lasciano le decisioni su come vendere i biglietti e a che prezzo ai loro promoter e management.», si legge in un comunicato ufficiale, «La band non è mai stata a conoscenza del fatto che il dynamic pricing sarebbe stato utilizzato».

Robbie Williams difende gli Oasis

Robbie Williams
Robbie Williams in Piazza del Plebiscito, durante la finale di X Factor Italia

Intervistato da The Face, Williams ha parlato del costo dei suoi biglietti, decisamente più ridotto rispetto alla rockband di Manchester. Alla domanda se questa accessibilità sia dovuta alla querelle o al desiderio di vendere più tickets ha risposto: «Forse un po’ di entrambe le cose. Penso che l’intera industria musicale abbia appena imparato qualcosa da questa storia».

Il cantante, recentemente ospite della finale di X Factor Italia, ha poi precisato: «Non ho mai partecipato a una riunione con oggetto “Quanto costano i biglietti?”. E non credo che lo abbiano fatto nemmeno gli Oasis. Non credo che gli Oasis lo sapessero. Liam sicuramente non sapeva. Io so dei prezzi dinamici solo grazie agli Oasis». Quello che è accaduto con il tour più atteso del 2025, dunque, potrebbe diventare uno spunto di riflessione per gli artisti e per i loro entourage, per una maggiore consapevolezza e nel rispetto dei fan.

Federica Checchia

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