Lo scorso sabato, Robert Del Naja è finito in manette -insieme ad altre decine di persone- durante la manifestazione che si è svolta a Londra per protestare contro la messa al bando di Palestine Action. Il governo britannico l’ha dichiarata organizzazione illegale nel luglio 2025, sulla base di una legge antiterrorismo in seguito giudicata incostituzionale dall’Alta Corte. Formalmente, tuttavia, risulta ancora in vigore. Dopo il rilascio, il frontman dei Massive Attack è ricorso al proprio profilo Instagram e per commentare l’arresto, avvenuto mentre esibiva un cartello che recitava “I oppose genocide, I support Palestine Action”.

Robert Del Naja su Instagram: «Durante il genocidio israeliano a Gaza, alla maggior parte delle persone, me compreso, è sembrato di impazzire lentamente»

Queste le sue parole: «Durante il genocidio israeliano a Gaza, alla maggior parte delle persone, me compreso, è sembrato di impazzire lentamente. Com’è possibile che il mondo, incluso il governo britannico, permetta che accada una cosa del genere? La sensazione di follia è stata aggravata dalle politiche inspiegabili di molti organi di informazione britannici (tra cui la BBC), che si sono rifiutati di dire il nome di chi stava commettendo un’atrocità dopo l’altra, e poi ancora e ancora. Era Israele, lo sapevano tutti che era Israele. Perché non dirlo?».

«A proposito di follia» ha continuato Del Naja, «nella Gran Bretagna del 2026 si può essere arrestati, in base al Terrorism Act, per il semplice fatto di stare seduti in silenzio, tenendo in mano un cartello in cui c’è scritto che ti opponi al genocidio e sostieni azioni non violente per impedirlo. Ovviamente tutti sanno che è pura follia (compresi molti agenti di polizia che effettuano gli arresti e i giudici dell’Alta Corte che di recente li hanno dichiarati illegittimi), eppure, in qualche modo, si va avanti così».

«Tutti sanno anche che la pura disperazione degli attivisti di Palestine Action che vandalizzano attrezzature militari non è terrorismo. Nessuno ci crede davvero. Molti membri e consiglieri di alto livello di questo governo appartengono a un blocco ideologico che crede che “la guerra è pace” e ha ignorato milioni di manifestanti pacifici contro l’invasione illegale dell’Iraq. La loro arroganza e la loro fredda indifferenza crea la disperazione che poi sono determinati a reprimere nei tribunali».

L’attivismo politico dei Massive Attack e quel legame con Banksy

Il co-fondatore del gruppo trip hop di Bristol si è sempre esposto in prima linea per le cause che gli stanno più a cuore, proprio come il suo collega Grant “Daddy G” Marshall. Di recente, Del Naja è stato identificato come uno dei principali collaboratori di Banksy. Anche lo street artist, come il musicista, si serve della propria arte per catalizzare l’attenzione sulle disparità sociali e sulle contraddizioni della politica.

Il suo messaggio si conclude così: «Questa sensazione di follia può essere superata. Possiamo pretendere che il nostro governo rispetti il diritto internazionale per il quale generazioni hanno dato la vita. I cittadini del Regno Unito saranno meno disperati (e i nostri tribunali meno sovraccarichi) quando il nostro Paese agirà con l’integrità della Spagna, che ha rifiutato che il proprio territorio e i propri mezzi vengano usati per commettere crimini di guerra da parte di Stati Uniti e Israele. Per raggiungere questi obiettivi vitali, qualche ora in custodia della polizia dopo un arresto illegittimo è un piccolo prezzo da pagare. La democrazia, i diritti civili e le libertà che oggi sono sanciti dalla Costituzione sono stati letteralmente costruiti su piccoli gesti come questi. Forse è per questo che questo governo draconiano vuole schiacciarle? Palestina libera. No alla guerra».

Federica Checchia