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Roberta Metsola, perchè una presidentessa del Parlamento Europeo anti-aborto?

Roberta Metsola è la terza donna a presiedere il Parlamento Europeo, dopo Simone Veil e Nicole Fontaine, ed anche la persona più giovane della storia a farlo. Tuttavia facili entusiasmi sono frenati dalle convinzioni della Metsola antiabortiste e conservatrici. Ci domandiamo, quindi, come mai una donna che accede ad una carica istituzionale di importante rilievo abbia sempre o quasi convinzioni conservatrici e a discapito dei diritti delle donne?

Chi è Roberta Metsola?

L’eurodeputata del Ppe, il Partito popolare europeo di centro-destra, è stata eletta dopo l’improvvisa scomparsa di David Sassoli con una maggioranza larghissima. Maltese, dopo un dottorato in giurisprudenza, si è formata al Collegio d’Europa di Bruges. Ama definirsi in primo luogo madre, ha infatti quattro figli. Ha lavorato per la Rappresentanza permanente di Malta presso l’Ue e poi al servizio dell’Alto rappresentante dell’Unione per la Politica estera. Diventata la candidata di spicco del suo partito maltese, è stata rieletta nel 2014 e poi nel 2019, acquisendo responsabilità all’interno del Ppe, in particolare sui temi dell’immigrazione e della difesa della libertà della stampa. Nel 2020, è ancora una volta grazie a una partenza diventa prima vice presidente del Parlamento europeo.

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Roberta Metsola- Photo Credit: web

Le convinzioni che preoccupano

La posizione ideologica che preoccupa molte persone è relativa all’aborto. Del resto, da sempre ligia alle politiche del suo Paese, occorre ricordare che Malta ha una delle leggi più severe d’Europa sul tema. Basti, inoltre, pensare che Roberta Metsola è stata votata dalla Lega proprio “per le sue convinzioni in tema di famiglia”.

L’aborto, ad ogni modo, è un tema di fondamentale importanza. Non è tollerabile la minaccia che un diritto all’autodeterminazione acquisito e rivendicato con forza sia usurpato. Abbiamo già assistito, peraltro, alla predisposizione di ostacoli al libero esercizio del diritto all’aborto. Si pensi all’obiezione di coscienza, a leggi restrittive e alla scarsa disponibilità di servizi. Ad onor del vero, comunque, sembra che la Roberta Metsola si sia dimostrata una sostenitrice dei diritti della comunità arcobaleno. Nel dettaglio, quando diverse città della Polonia hanno cercato di creare zone inaccessibili agli omosessuali la Metsola si è opposta fermamente con un discorso in difesa delle persone LGBTQIA+.⁠

L’interrogativo principale su come sia possibile che al potere troviamo solo donne conservatrici rimane un nodo irrisolto. Forse gli uomini della politica si fanno scudo dietro le donne per mantenere immutato lo status quo? E così quello che sembrerebbe essere un passo avanti per la conquista dei diritti delle donne non si rivela altro che una facciata. Ancor più imperante resta, comunque, la domanda su come sia possibile che una donna non abbia a cuore i diritti delle altre donne. Speriamo, ovviamente, di sbagliarci e che la presidenza di Roberta Metsola si riveli illuminata e improntata alla tutela dei diritti di tutti.

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