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Robin Friday, la surreale vita del calciatore più pazzo della storia

L’incredibile vita di Robin Friday, “il più grande calciatore che non avete mai visto”, ma soprattutto il più pazzo in assoluto nella storia di questo sport.

“Il più grande calciatore che non avete mai visto”. Si potrebbe semplicemente riassumere così, con il titolo del libro a lui dedicato, scritto da Paul McGuigan, l’ex bassista degli Oasis, e da Paolo Hewitt. Il più grande calciatore che non avete mai visto, ma non solo. Sì, perché allo stesso tempo è stato anche il più folle. Una follia davvero senza limiti, dimostrata dentro e fuori dal rettangolo verde, che gli costò l’opportunità di giocare ai piani alti di questo sport, restando per sempre relegato in squadre di basso profilo. Questa è la storia del leggendario Robin Friday.

Robin Friday, la surreale vita del calciatore più pazzo della storia
Robin Friday (fonte: ilfattoquotidiano.it)

Robin Friday

Dicevo leggendario. Ma, strano a dirsi, anche se piuttosto contraddittorio, la sua leggenda consiste proprio nell’assurdo fatto di non esserla mai realmente diventata. Almeno nel calcio. O più probabilmente di non esserla mai voluta diventare. Una qualità sopraffina, una tecnica impressionante ed un dribbling micidiale, il tutto però frenato da una vita totalmente fuori controllo, abitudini pessime, come il continuo uso di droghe e alcol, ed un comportamento da ricovero coatto. Una sorta di Vincent Van Gogh del pallone degli anni ’70 che, anziché voler esporre la propria arte al Moma di New York, ha preferito farlo nel mercatino del Venerdì sotto casa, indifferente dei palcoscenici più importanti.

Robin Friday
Robin Friday (fonte: storiedicalcio.altervista.org)

Carriera e vita privata

A 16 anni, dopo di un’adolescenza tranquilla tra furti, spaccio e scippi, che lo portano a fare ‘entra ed esci’ da riformatori e prigioni, viene ingaggiato dalle giovanili del Reading. Non prima però di essere stato cacciato da quelle di Crystal Palace, QPR e Chelsea, proprio per il suo carattere eccessivamente ribelle ed indisciplinato. Un anno più tardi ecco la prima avventatezza. Si sposa appena diciassettenne con una ragazza di colore di nome Maxine, che aveva precedentemente messo incinta. Una scelta quantomeno azzardata in un periodo in cui le unioni multirazziali erano fortemente condannate dalla società. Ma trattasi di Robin Friday, che con i pregiudizi della gente ci si è sempre pulito il cu… scino alla mattina.

Robin Friday e Maxine
Robin Friday, Maxine ed il loro figlioletto (fonte: openmag.it)

Nemmeno il matrimonio però gli fa mettere la testa a posto, perché continua imperterrito a cedere a tutti i suoi piccoli viziucci legati al bicchiere, agli stupefacenti e, dulcis in fundo, alle donne. Niente però riesce a soffocare il suo eccezionale talento. E così la sua carriera procede tra le fila del Walthamstow Avenue, dell’Hayes, del Reading ed infine del Cardiff City, tra fiumi di goal, giocate mozzafiato ed episodi allucinanti ai confini della realtà. Grandi club come Arsenal, West Ham e Sheffield United puntano gli occhi su di lui più di una volta, ma alla fine a prevalere è sempre la sua squilibrata condotta, che inevitabilmente lo esilia dalla First Division inglese (l’attuale Premier League) per sempre.

Robin Friday
Robin Friday (fonte: momentidisport.com)

Alcuni incredibili aneddoti

Il meglio di sé lo dimostra ai tempi dell’Hayes. Una volta rischia di sfracellarsi al suolo, perché, dopo essere salito su un tetto strafatto come una foca, inciampa e cade giù, facendo un volo di cinque metri prima di toccare terra. Non muore, ma colpisce in pieno un palo che gli perfora una chiappa. Un’altra volta, invece, l’allenatore si convince a schierarlo titolare, ma al momento del fischio d’inizio lui non c’è. Che fine ha fatto? In un pub accanto allo stadio, ubriaco fradicio a parlare con un posacenere. Ma non finisce qui. Scende lo stesso in campo a gara cominciata, con le allucinazioni e reggendosi a malapena in piedi. A pochi minuti dalla fine riceve palla, si gira, calcia… rete. 1 a 0 e tutti a casa a bere per festeggiare… ancora!

Robin Friday
Robin Friday in azione (fonte: tokoonlineindonesia.id)

L’invenzione di una particolare danza

Un giorno, trovandosi nell’ennesimo bar a consumare whisky, decide di lanciarsi sulla pista da ballo, non prima però di essersi tolto il capotto, rivelando di essere completamente nudo, stivali a parte. Ed è qui che il suo straordinario genio si accende, inventando una nuova danza, da lui stesso battezzata “The Elephant”, in base alla sua particolare esecuzione (assolutamente sconsigliata nel caso steste pensando di sfoggiarla alla prossima comunione del vostro cuginetto). Provate dunque ad indovinare cosa fungesse da proboscide in quel pittoresco balletto!

Scherzi ed altre stranezze

Per non parlare poi di tutto il repertorio di scherzi ed altre bizzarrie compiute: dal presentarsi in ritiro con un cigno al guinzaglio, all’essere ritrovato più volte svenuto col culo al vento nelle hall degli alberghi dove soggiorna durante le trasferte. Spesso sale sugli autobus e si finge un controllore, chiedendo ai passeggeri di mostrargli il biglietto obliterato. Che cosa si può dire a un personaggio del genere, che tra i vari passatempi ha anche quello di ascoltare musica Heavy Metal a tutto volume a notte fonda, imbottito di LSD?

Robin Friday
Robin Friday (fonte: storiedicalcio.altervista.org)

La follia più sconvolgente di tutte

Ma l’apice della sua sregolatezza si ha, non tanto quando in un match stritola senza motivo i testicoli a Bobby Moore, pilastro e capitano dell’Inghilterra ai Mondiali del ’66, né tanto meno quando alza le due dita a ‘V’ (nei paesi anglosassoni simbolo di Vaffanculo) verso il portiere Aleksic, dopo aver segnato, ma in un’altra surreale occasione. È il 29 Ottobre del 1977 e il Cardiff City affronta il Brighton. Il nostro eroe viene espulso per aver tirato un calcio in bocca al difensore Mark Lawrenson, che fino a quel momento lo ha tartassato, contrasto su contrasto. E quale migliore vendetta se non quella di cagare dentro al borsone del suo avversario, al rientro nello spogliatoio dopo il cartellino rosso ricevuto? Poesia.

Robin Friday
Il gesto della ‘V’ di Robin Friday (fonte: uomonelpallone.it)

Il ritiro e la prematura scomparsa

Si ritira a soli 25 anni, perché stufo (usando le sue stesse parole) di quel mondo pieno di persone che gli dicono sempre cosa fare. Come se li fosse mai stati a sentire. Torna ad Acton, sua cittadina natale, dove lavora come asfaltatore per guadagnarsi da vivere. Addirittura quando il nuovo manager del Reading, Maurice Evans, gli presenta una petizione firmata da più di 3.000 suoi fan, che chiedono a gran voce il suo ritorno, lui gli risponde così: “Ho la metà dei tuoi anni e ho vissuto due volte più di te”, declinando gentilmente così l’offerta. Muore il 22 Dicembre del 1990, a soli 38 anni, in piena solitudine nel suo minuscolo appartamento, per un arresto cardiaco dovuto, neanche a dirlo, ad overdose.

Robin Friday
Robin Friday (fonte: improbabile.it)

Questo è stato Robin Friday. Probabilmente soltanto un pazzo, uno spostato, un malato mentale, e poco più. Eppure, sebbene non abbia mai conquistato un trofeo e non abbia mai militato in compagini di spicco, né nella Nazionale inglese, la folla lo amava. Idolo indiscusso dei tifosi. Eletto come “Calciatore del Millennio” ai tempi del Reading. Con quel capello lungo ed arruffato, i folti basettoni ed una classe smisurata, è stato capace di incantare stadi interi sotto i suoi colpi di piede e, soprattutto, di testa. Forse non sarà mai stato un campione assoluto, universalmente riconosciuto dagli esperti, ma, intanto, poco poteva interessare ad uno che in cuor suo sapeva già con certezza che sarebbe per sempre stato ricordato dai posteri come the best footballer you never saw.

Tartaglione Marco

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