L’ex calciatore della nazionale brasiliana e del Milan Robson de Sousa, detto Robinho, è stato arrestato dalla Polizia federale del Brasile dopo che il giudice della Corte suprema Luiz Fux ha rigettato la richiesta della difesa dell’atleta di sospendere l’esecuzione della condanna a nove anni per stupro, comminata dal tribunale di Milano e che per decisione della magistratura brasiliana sarà scontata nel Paese sudamericano.
L’atleta, che si trovava nella sua villa di Guaruja, sul litorale paulista, è stato condotto presso la sede della Polizia federale di Santos dove, al termine delle formalità di rito, sarà traferito in carcere
La vicenda risale al 2013, quando Robinho giocava nel Milan. Assieme a Falco stuprò una ragazza albanese di 23 anni in una discoteca di Milano. Negli anni successivi sono emerse diverse intercettazioni in cui Robinho lasciava intendere di avere avuto rapporti sessuali con la ragazza, che definiva inoltre «completamente ubriaca».
Al momento della condanna Robinho si trovava in Brasile, paese la cui legge non permette di estradare un cittadino brasiliano per reati compiuti all’estero. Su richiesta del ministero della Giustizia italiano, il 20 marzo il tribunale supremo federale brasiliano (l’equivalente della Cassazione italiana) aveva deciso di omologare la sentenza di condanna emessa in Italia, e rendere quindi possibile la carcerazione di Robinho in Brasile.
Robinho, che ha sempre negato le accuse e sostenuto che il rapporto sessuale con la ragazza albanese fosse consensuale, è stato arrestato giovedì nella città di Santos, nello stato brasiliano di San Paolo.





