Tennis

Roland Garros: Sinner e Musetti vincono di testa e danno spettacolo

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Dopo due prestazioni ad alti livelli (soprattutto per ciò che riguarda l’aspetto mentale), Jannik Sinner e Lorenzo Musetti battono rispettivamente Mikael Ymer e Marco Cecchinato e conquistano gli ottavi di finale del Roland Garros.

Sinner algido contro un grande Ymer

Primo set dominato da Sinner, che non sbaglia praticamente niente su un servizio giocato ad alte percentuali di prime (87% di prime palle messe in campo) in cui concede appena tre punti in tutto il parziale all’avversario. Ymer trova poche soluzioni, pochi vincenti (solo uno, contro i 13 dell’altoatesino) e subisce anche il gioco in risposta del nativo di San Candido. Lo svedese di origine etiope riesce a tenere la battuta solo nel primo game, concedendo poi tre break consecutivi con cui Jannik chiude il set sul punteggio di 6-1.

L’andamento del secondo set è molto diverso rispetto a quello del primo; assistiamo infatti a scambi più combattuti e intensi, complici anche un calo di Sinner da una parte e un’evoluzione del gioco di Ymer dall’altra. A metà set infatti Sinner ha commesso più errori non forzati di quanti non ne avesse fatto nel primo parziale, mentre lo svedese inizia a giocare con più sicurezza, piazzando tanti vincenti e comandando spesso gli scambi.

Nel settimo gioco assistiamo al primo break del set e a piazzarlo è proprio Ymer, che per difendere il vantaggio prova ad alzare un muro di gomma. Sinner però non si fa prendere dal nervosismo e dalla foga, e giocando un tennis più ragionato e paziente riesce ad espugnare la difesa dello svedese, che non sfrutta un set point e subisce il contro-break nel decimo game. Da lì l’altoatesino realizza un parziale di 8 punti e 1 con cui chiude sul 7-5 un set estremamente importante.

Nel quarto game del terzo set un doppio rimbalzo non visto clamorosamente dalla giudice di sedia (e non segnalato da Ymer) su una palla break in favore di Sinner sembra poter capovolgere gli esiti del set. L’altoatesino nel gioco successivo infatti si trova a concedere due palle break allo svedese sul 15-40, ma ancora una volta la grande forza mentale di Jannik fa la differenza. Sinner vince il game trovando poi il primo break del parziale nell’ottavo gioco; la parola fine al match la mette nel nono game, dopo due ore e 24 minuti di gioco. Agli ottavi l’altoatesino aspetta il vincente della sfida tra Nadal e Norrie, con la forte possibilità di affrontare per la seconda volta in stagione la leggenda spagnola.

Musetti si aggiudica uno spettacolare derby con Cecchinato

Funambolico, spettacoloso, fenomenale, maestoso. Sono finiti gli aggettivi e le espressioni iperboliche per descrivere il tennis di Lorenzo Musetti. Il talento di Carrara, che si aggiudica il derby contro un ottimo Marco Cecchinato al quinto, però non si limita a giocare punti da circo come questo o questo , ma è solido e deciso nel giocare i punti importanti del match. In particolare il classe 2002 è bravo a destreggiarsi nel quinto set, il primo giocato in carriera (nel primo Slam giocato in carriera).

Dopo aver perso il quarto set e aver annullato due palle break in apertura di quinto, Musetti vince un parziale di 5 giochi a 1, perdendo poi uno dei due break di vantaggio nel settimo game. Nel gioco successivo il tennista toscano si trova avanti 40-0 e con tre chance consecutive per chiudere la partita, ma Cecchinato le annulla tutte, allungando ulteriormente la partita. Nel decimo game Musetti riesce a fare tabula rasa di quanto successo poco prima e, di nuovo avanti 40-0, pone fine alla partita dopo più di tre ore di gioco.

Lorenzo diventa così il sesto giocatore degli ultimi 21 anni a raggiungere gli ottavi allo Slam d’esordio (l’ultimo a riuscirci era stato Aslan Karatsev quest’anno a Melbourne). Con la vittoria inoltre il carrarese compie un ulteriore salto nel ranking ATP che adesso lo vede virtualmente in 61esima posizione. Nel caso in cui dovesse battere clamorosamente il suo avversario agli ottavi, Novak Djokovic, il carrarese farebbe la sua entrata nei primi 50 del mondo.

ENRICO RUGGERI

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