Il rugby femminile del Kazakistan ha raggiunto in passato ottimi risultati, ed ora punta nuovamente alla Coppa del Mondo.

La storia del Kazakistan alla World Cup

Molte sono le nazionali che, sebbene non occupino i primi posti delle classifiche, hanno un passato molto interessante e un futuro in fase di sviluppo. Una di queste è la nazionale di rugby femminile del Kazakistan. Il Kazakistan è un piccolo stato tra Europa e Asia che, dopo aver istituito la propria squadra femminile, si è ben presto fatto notare a livello internazionale.

La nazionale di rugby femminile del Kazakistan. Credits: world.rugby
La nazionale di rugby femminile del Kazakistan. Credits: world.rugby

La prima apparizione alla Coppa del Mondo delle Nomads, le giocatrici che – al pari della squadra maschile – sono così soprannominate, risale al 1994, ovvero alla seconda edizione dell’evento per la categoria donne. All’epoca, questo stato era l’unico, insieme al Giappone, a rappresentare il continente asiatico. I risultati non furono dei migliori, ma aprirono la strada ad altre cinque presenze all’interno di questa prestigiosa competizione.

1998: l’apice del rugby femminile kazako

Alla successiva edizione del torneo, ovvero la Coppa del Mondo 1998 che si tenne ad Amsterdam, il Kazakistan riuscì a battere squadre ben più affermate quali Francia e Galles e, infine, ottenne il proprio maggior successo a livello internazionale. Con la vittoria contro l’Irlanda per 26 a 10, le Nomads riuscirono infatti ad assicurarsi il nono posto della classifica mondiale, mostrando a tutti quanto una nazionale giovane (istituita solo nel 1993) e sconosciuta potesse raggiungere incredibili risultati.

Le Nomads, la squadra nazionale del Kazakistan per il rugby femminile. Credits: kaz-rugby.kz
Le Nomads, la squadra nazionale del Kazakistan per il rugby femminile. Credits: kaz-rugby.kz

Il Kazakistan si è inoltre affermato come una squadra solida, sicura e sempre presente all’interno della World Cup, non mancando mai un’edizione. Così almeno, fino al 2017, quando la federazione kazaka spostò la propria attenzione dal rugby a 15 alla nazionale Sevens, in vista dei Giochi Olimpici. Per l’Asia si qualificarono dunque Hong Kong e Giappone. Ma forse per la Coppa del Mondo 2021 le Nomads potrebbero tornare.

Il possibile ritorno alla World Cup

L’altra grande svolta delle kazake è avvenuta la scorsa estate, quando hanno battuto la Cina per 23 a 13. Nonostante mancassero da quattro anni e non avessero potuto sviluppare il proprio gioco per molto tempo, le Nomads hanno vinto la Divisione 1 della sezione Rugby Asia e si sono così garantite la possibilità di qualificarsi alla prossima World Cup.

Per poter andare in Nuova Zelanda alla Coppa del Mondo 2021, il Kazakistan, ora parte delle nazionali di livello più alto del continente asiatico, dovrà sfidarsi con Giappone e Hong Kong. Ma, come riportato da World Rugby, la nazionale dovrà continuare a superare il difficile passaggio dal gioco a 7 a quello a 15. L’ex giocatrice Ana Khamova ha spiegato:

“Non abbiamo giocato il 15 internazionale per quattro anni, e sinceramente era difficile mettere insieme tutte le giocatrici in un’unica squadra, perché tutte sono abituate alle Sevens, non a 15, specialmente le più giovani”.

L’atleta afferma anche che, prima della competizione in Cina, la nazionale aveva alle spalle soltanto un allenamento di due settimane. Ma, se i risultati raggiunti non possono che migliorare con il tempo, allora è probabile che questa squadra torni a brillare a livello mondiale e mostrare a tutti com’è il “gioco per le donne kazake”, citando Khamova:

“Ho provato a mostrare loro come si gioca a 15, e come capire il gioco a 15. Perché questo è il gioco per le donne kazake”.

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