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Russia, 100mila soldati al confine con l’Ucraina

Negli ultimi giorni lo stanziamento di truppe da parte di Mosca sta aumentando. Le stime la scorsa settimana parlavano di 80mila truppe al confine con l’Ucraina, oggi Joseph Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ne indica oltre 100mila. Una seconda Crimea?

Era il 2014 quando la Crimea, regione dell’Ucraina che si affaccia sul Mar Nero, veniva annessa alla Federazione Russa dopo l’invasione militare e un referendum di dubbia libertà e rappresentatività. Oggi, 7 anni dopo, a sembrare a rischio è la regione del Donbass, quella più orientale al confine tra Ucraina e Russia. Il piano di Mosca sembra essere quello di bloccare gli accessi ai porti che si affacciano sulla parte orientale del Mar Nero all’Ucraina, ma l’allarme per una possibile escalation si accende in Europa.

Le Reazioni: UE e Washington preoccupati per le tensioni in Ucraina

«C’è un evidente rischio di escalation alla luce del dispiegamento di 150mila militari russi alla frontiera con l’Ucraina. Questo è il più grande dispiegamento mai visto. È preoccupante. Non siamo al riparo da un incidente»

La cifra dei soldati presenti è stata poi corretta in “oltre 100mila” e non 150mila, ma le tensioni rimangono alte. Donald Tusk, ex presidente del consiglio europeo, suggerisce di fermare la costruzione del Nord stream 2, il gasdotto che attraversando il Mar Baltico dovrebbe trasportare il gas dalla Russia all’Europa, al fine di limitare l’aggressività russa.

Gli interessi in ballo però sono molti, e per il momento l’Unione Europea è cauta. Non sono state ancora annunciate nuove sanzoni, dopo quelle successive all’annessione illegale della Crimea, ma è stata confermata la presenza dell’Unione Europea al summit sulla Crimea che dovrebbe tenersi il 23 Agosto 2021. Intanto il forfait di Ursula Von Der Layen alle celebrazioni del 30esimo anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina che si terranno il 24 Agosto 2021 suona ancora più fuori luogo in una situazione di tensione simile.

Anche dall’altro lato dell’oceano, a Washington, arrivano le critiche alla Russia. “una escalation non provocata” sottolineando come il numero di truppe al confine oggi sia superiore a quelle che nel 2014 venivano schierate in Crimea. Intanto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan e il suo corrispettivo russo Nikolay Patrushev hanno discusso di un possibile incontro tra Joe Biden e Vladimir Putin. Se questo servirà a rilassare le tensioni o ad acuirle è ancora da vedere.

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