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Aprile 20, 2021, martedì

Sal Da Vinci: “Il brano Il cielo di blu di Napoli è una dichiarazione d’amore alla mia terra”

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Sal Da Vinci è un artista con la A maiuscola, uno di quei personaggi che incarna alla perfezione lo spirito del grande performer (sia come cantante e sia come artista teatrale), ma con quella punta di umiltà che non guasta e che lo fa amare dal grande pubblico. Un americano – ma sono nei documenti – a Napoli, uno di quei artisti che rappresenta la napoletanità e lo dimostra – come se ce ne fosse bisogno – con un meraviglioso omaggio dedicato alla città partenopea. “Il cielo blu di Napoli” è il titolo del brano che vede Napoli protagonista di una storia d’amore e che ci fa terminare, con questa piccola gemma, questo 2020. Una celebrazione dell’amore e una dedica a Napoli, e con questi presupposti noi di MMI abbiamo raggiunto telefonicamente Sal Da Vinci per una piacevole chiacchierata su questo brano:

Sal Da Vinci - Per gentile concessione dell'Ufficio stampa dell'artista
Sal Da Vinci – Foto dell’ufficio stampa

Sal Da Vinci si racconta a Metropolitan Magazine

Ciao Salvatore, come stai vivendo questa situazione?

«Stiamo vivendo una situazione da impreparati, quello che stiamo vivendo è un momento molto spettrale. Una prigionia forzata senza aver commesso nessun reato. Le nostre vite, specialmente negli ultimi tempi, sono un po’ cambiate. Mi manca tantissimo condividere e respirare la libertà, però in questo momento è giusto proteggere la nostra salute e quella degli altri.»

“Il cielo blu di Napoli”, come mai hai deciso di dedicare un pezzo per Napoli in questo periodo?

«Questa è una canzone che ho scritto alla fine del 2019. Abitando a due passi dal mare mi sono immaginato questa storia d’amore e ho fatto diventare Napoli complice di questo racconto. Questo cielo ha generato un cammino dell’amore, che sarà anche il tema dell’album. Il brano è una dichiarazione d’amore e un omaggio alla mia terra»

Seguendo l’omaggio della canzone, ma per te cos’è Napoli?

«Questa terra mi ha dato tanto, più di quello che io ho donato a lei. Napoli è una città che ti attrae, è una calamita. Io ho deciso di vivere a Napoli nonostante avessi la possibilità di spostarmi, e ho fatto crescere qui i miei figli perché è una città incredibile ed è in sintonia con il mio carattere. Spesso viene raccontata una minima parte di Napoli, una piccola parte che fa gola a chi deve alzare l’asticella dell’audience. Napoli fa rumore, fa colore e fa numero, ma questa città è la mia casa. Qua trovo tutto quello di cui la mia anima ha bisogno»

Possiamo dire che quindi Napoli è la tua musa?

«Sì, anche se quando parlo di terra, non mi riferisco alla sola Napoli, ma parlo di questo bacino, parlo di  tutta la Campania. I campani mi hanno sempre coccolato, i miei progetti nascono qua, a Napoli in particolare, ma solo perché ci abito. Napoli è unica, può essere amata o odiata, ma fa parlare di sé in tutte le sue sfaccettature. La gente ama questa città meravigliosa. All’estero mi seguono per respirare Napoli, anche sui social prendo tanti like quando mostro questa incredibile città.»

Sal Da Vinci – Il cielo blu di Napoli – Video Ufficiale

Questo album arriverà a 4 anni di distanza da “Non si fanno prigionieri”. Che progetto dobbiamo attenderci?

«Sarà un album leggero e che sguazza nel mondo dell’amore, che è un linguaggio universale e che ci permette di sopravvivere in questo mondo, specie in questo periodo. Questo progetto racchiuderà tutti i miei sentimenti e tutta la mia forza emotiva. Ho dedicato una canzone a mio nipote, un brano che sarà una ninna nanna con un finale molto speciale e ho poi dedicato una canzone a mia figlia perché ha vissuto un momento difficile legato all’amore. L’album conterrà 4/5 canzoni in napoletano e per me sarà la prima volta con così tanti pezzi in lingua napoletana. Naturalmente ho compensato anche con le canzoni in italiano e uno di questi brani lo tradurrò anche in portoghese, perché sarà lanciato nel mercato brasiliano.»

Visto che stiamo in periodo, tu che hai partecipato al Festiva di Sanremo, quali emozioni hai vissuto?

«Sanremo è stato il coronamento di un sogno che percorrevo da molti anni. Per me è stata un emozione grandissima salire su quel palco (anche se inizialmente era stato eliminato ndr.). Per me la partecipazione era già una vittoria, perché ero arrivato fin lì. Poi sono stato ripescato e da lì sono arrivato sul podio. È stato un grande momento.»

Hai qualche aneddoto su quella settimana sanremese?

«Ricordo solo l’ultima sera, quando ero sul retropalco ad aspettare. Dovevano decretare i tre che si sarebbero dovuti sfidare per la vittoria finale. Vedevo andare via i miei colleghi e anch’io mi stavo preparando per andare via, anche per non rimanere da solo. Alla fine però mi dissero: “tu rimani!”. Io non riuscivo a capire, ero già entusiasta di essere arrivato in finale, e non conoscevo il meccanismo. Alla fine mi sono visto catapultato sul podio e per me è stato un vero sogno. Con me c’era un signore della casa discografica che mi accompagnava e sorrideva in continuazione; io ero in imbarazzo, non sapevo cosa aspettarmi e avevo paura di fare qualche figuraccia. Anche perché, qualche anno prima con il Festival di Canale 5 (Festival italiano con Mike Bongiorno alla conduzione ndr) nel 1994, per la forte emozione mi andò via la voce (ride ndr.).»

In conclusione, ti vorrei chiedere un pensiero su Diego Armando Maradona.

«È stata una perdita incredibile, non ci voleva proprio. È stato un pugno al cuore! Con la perdita di Maradona è finita un’epoca, il più grande calciatore di tutti i tempi. Io ho vissuto gli anni 80 da tifoso, seguivo le partite, andavo allo stadio e facevo gli appostamenti al centro Paradiso per vedere uscire in macchina Maradona. Lui è stato un qualcosa di incredibile per Napoli, il suo addio è stato come l’abbandono di un parente, di una persona a noi cara. Attraverso lui la città ha vissuto dei riscatti sociali. Con i piedi ha fatto cantare e urlare un popolo intero. Per noi napoletani è stato un punto di riferimento.»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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