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Salute sessuale: si intende anche il piacere?

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“Salute” e “piacere” appaiono come due concetti molto lontani. Il primo legato alla sfera sacra del benessere, bianca e pulita. Il secondo a quella profana della sessualità, ancora sentita come sporca. Sacro e profano, dunque. Parlando di salute sessuale però non si può prescindere dal piacere: questa passa dal benessere fisico e mentale e il piacere è una delle forme per garantirlo.

Salute sessuale: non un nemico da combattere

Trattiamo mal di denti o di testa e ascoltiamo il nostro stomaco se ci fa male. Così dovrebbe essere per la salute sessuale. In fondo si tratta di prendersi cura del corpo, fare il possibile per stare bene. Non è un nemico da combattere o da allontanare in favore di un supposto candore, ma un modo per salvaguardare il benessere.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce: “uno stato di benessere fisico, mentale e sociale in relazione alla sessualità”. Rispettare la volontà del partner e la propria è condizione necessaria. A livello psicologico, una buona salute sessuale rafforza l’autostima, permettendoci di costruire legami più sani con gli altri. È parte di quel processo che ci mostra che non solo esistiamo nel mondo ma siamo. Siamo con le nostre inclinazioni, i nostri bisogni, le nostre scelte. Abbiamo un corpo che occupa uno spazio e che è giusto conoscere. Per avere più consapevolezza, perché non ci siano zone d’ombra, perché corpo e mente possano comunicare.

A livello biologico, l’energia sessuale interviene su cervello, stress e equilibrio ormonale. Non sembrano esistere svantaggi. L’unico potrebbe provenire proprio da noi. Dall’idea che la sessualità non sia qualcosa da conoscere e accettare ma da cui prendere le distanze, quasi non fosse parte della nostra stessa vita.

Il ruolo del piacere

Se ne tenga conto: il “piacere mio” lasciamolo alle presentazioni formali. Nella sfera sessuale il piacere dev’essere di tutti. Che il rapporto coinvolga solo il corpo o anche mente e cuore, la regola vale sempre. Perché dietro il piacere ci sono soddisfazione e desiderio (fisici e non) ma soprattutto libertà di essere e sentirsi pienamente sé. Sia nel raggiungerlo che nelle conseguenze.

Questo perché, come si diceva prima, siamo persone diverse. È normale che siano tali anche i pensieri, le immagini o le azioni che ci stimolano. Ciò che piace a qualcuno potrebbe non piacere a qualcun altro, insomma, e viceversa. Questo non rende più o meno validi. Riconoscere cosa ci permette di provare piacere significa accettarci per come siamo. Parlarne con il partner o ammetterlo a noi stessi è liberatorio e ci dà più fiducia in noi stessi. Nel cercare la soddisfazione o nell’essere soddisfatti veniamo compresi e ascoltati. La dopamina attivata con l’eccitazione, poi, permette di provare gioia, senso di ricompensa e, appunto, di gratificazione. Ma non solo.

Benefici per corpo e mente

L’ossitocina consente di dormire meglio, favorendo il rilassamento. Come dopo una qualsiasi attività fisica, traggono beneficio la memoria, il cuore e la sopportazione del dolore. Il nostro corpo trae beneficio dal piacere: e la mente? Sempre il rilascio di ossitocina riduce stress e ansia, mentre quello di estrogeni e testosterone aiuta a combattere il rischio di depressione. Con il risultato di sentirsi meglio disposti nei confronti del mondo e più rilassati.

Anche grazie al piacere riusciamo a raggiungere quello “stato di benessere fisico, mentale e sociale” di cui si parlava sopra. Stigmatizzarlo serve solo ad allontanare qualcosa che potrebbe farci stare meglio. E gli unici a rimetterci siamo solo noi stessi.

Sara Rossi

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