Calcio

Sampdoria, taglio degli stipendi possibile?

La Sampdoria vive la sua quarantena fra tabelle di allenamento e diete speciali. Ma si parla anche di taglio degli stipendi, a seguito delle linee guida della Lega. Mentre la tifoseria ha la sua idea sulla ripresa della Serie A.

La Sampdoria vuole tagliare gli stipendi?

La Doria vuole tagliare gli stipendi, come molti club di Serie A punta a risparmiare qualcosa. Sarà un nodo da discutere con grande attenzione, nonostante le linee guida tracciate ieri dalla Lega Calcio. Secondo quanto riporta il quotidiano “Il Secolo XIX”, calcolatrice alla mano, la società blucerchiata spende circa 4 milioni di euro al mese (lordi) per calciatori, Ranieri e staff tecnico.

Le possibili soluzioni sono due. Se il campionato riparte, il club vorrebbe tagliare le mensilità di marzo e aprile, anche se tutto ciò appare molto complicato. Innanzitutto perché i calciatori si sono allenati fino a metà marzo circa, e poi perché sono rimasti quasi tutti nelle loro abitazioni a Genova dove hanno potuto proseguire gli allenamenti con sedute adattate. Se il campionato fosse sospeso, Ferrero vorrebbe tagliare quattro mensilità ma anche questo appare complicato in quanto sarebbe lontano da un punto di accordo con i calciatori.

La quarantena della Sampdoria

A seguito delle restrizioni sul distanziamento sociale, anche la Doria ha dotato i propri calciatori di sedute di allenamento da svolgere a casa, oltre a una dieta ipocalorica da seguire con la massima precisione. A dispetto degli allenamenti che i preparatori fisici hanno organizzato per i giocatori, l’attività fisica è ridotta, il consumo di calorie altrettanto, e se insorge anche un pizzico di noia il danno è fatto.

Sulle pagine de “Il Secolo XIX”, si parla di come il nutrizionista Luca Mondazzi, in accordo con il medico sociale Amedeo Baldari, abbia stilato una dieta ipocalorica per la rosa a disposizione di mister Ranieri. Colazione proteica entro le 10 del mattino, a pranzo carboidrati (pasta), a cena carne, niente merenda considerata la scarsa attività fisica. I calciatori sono tenuti a misurare regolarmente il peso corporeo e avvisare con un messaggio lo staff a finse settimana, per avere tutto sotto controllo. La società ha inoltre dotato ogni giocatore di una bilancia elettronica, per avere valori di riferimento più precisi. La dieta sta funzionando, secondo quanto racconta il quotidiano genovese, perciò nessuno a più alcun alibi.

Ranieri rimane a Genova

Il tecnico romano non ha dubbi. La prossima stagione siederà ancora sulla panchina blucerchiata. Nonostante le incertezze sul futuro del calcio italiano, l’allenatore ex Leicester non ha dubbi. In alcune dichiarazioni a “La Repubblica” (fonte calcionews24.com), Ranieri ha affermato di avere grande empatia con l’ambiente e con il club. Sempre che Ferrero non cambi idea, anche il vulcanico presidente della Sampdoria ha sempre avuto parole di elogio per il proprio allenatore.

I tifosi della Sampdoria come la pensano?

Nell’incertezza generale, nelle varie dispute fra club, Lega e Aic, la tifoseria della Sampdoria è unita e ha un pensiero preciso. Se il calcio è dei tifosi, il campionato non può ripartire. Nemmeno a porte chiuse. Questa potrebbe essere la sintesi di una lettera che gli ultras Tito Cucchiaroni (fonte sampnews24.com) hanno pubblicato sul loro sito ufficiale. Di seguito alcuni passaggi del comunicato.

“Tutti noi ci siamo innamorati del calcio da bambini… negli anni i troppi soldi, i troppi interessi, il colpevole consegnarsi mani e piedi alle tv, hanno fatto in modo che il calcio diventasse un’industria… in una situazione emergenziale, senza nessuna certezza su come si evolverà, l’unico pensiero dei “signori del pallone”, che sono gli stessi che lo hanno portato in questo vicolo cieco, è quello di riprendere a giocare. Nient’altro importa”

Parole dure contro un sistema, secondo i tifosi, malato.

“I campionati devono riprendere, e pazienza se a porte chiuse. Ovvero senza i tifosi. I tifosi non contano, contano solo i soldi… un giorno si dovrà tornare a giocare, è quello che vogliamo anche noi, ma non così, non a queste condizioni, e soprattutto non a porte chiuse. Se invece queste davvero saranno le condizioni, per noi il campionato finisce qui. E quando si riprenderà, si dovrà fare solo in presenza di chi davvero rappresenta l’anima del calcio: i tifosi”

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