Spider-Man: No Way Home ha fatto il pieno di incassi e Samuel L. Jackson, attore da Oscar, ci ha fatto caso. Un Oscar che però non ha mai ricevuto, ma non è questo il punto: l’attore si espone in un’intervista parlando del trattamento limitante che l’Academy riserva ancora agli artisti afroamericani e su come, per film come Spider-Man, dovrebbe esserci una categoria di “Film più popolare”.

Gli Oscar hanno snobbato sia il film che gli attori che ne interpretano i personaggi principali, nonostante la critica sia stata entusiasta dell’ultimo blockbuster della saga delle interpretazioni che ha regalato. L’attore Samuel L. Jackson, tra i più validi della Hollywood contemporanea, sostiene il film e si spinge oltre, criticando i modi di operare dell’Academy, che più volte ha escluso grandi produzioni che meritavano riconoscimento, e ha tagliato fuori membri della comunità di colore, perpetrando una cultura razzista che nella cerimonia degli Oscar va avanti dall’alba dei tempi. Non in questo secolo, ha detto Samuel. Scherziamo, non lo ha detto, si è espresso molto meglio:

Io e mia moglie siamo andati a vedere Bugsy all’epoca, e pensai: ‘Cavolo, questi sono stati nominati e io no?’ Immagino che gli attori neri debbano vincere solo quando interpretano delle merde sullo schermo. Come Denzel [Washington] per essere un orribile poliziotto in Training Day. Non per tutti i grandi ruoli che ha avuto come Malcolm X. No, lo daremo a quel figlio di puttana. Quindi io avrei dovuto vincerne uno. Ma gli Oscar non spostano nemmeno una virgola dai tuoi assegni. Si tratta solo di un mucchio di stronzi messi a sedere e io ho fatto un gran lavoro nel farlo“.

Racconta la sua esperienza nel corso di una lunga intervista al Times, parlando non solo delle filosofie dell’Academy, ma anche di come alcune categorie dovrebbero essere trasformate, adattate a tempi nuovi, aggiunte a tutto il resto. A proposito del nuovo Spider-Man con Tom Holland e Zendaya, Jackson afferma:

Dovrebbero avere un Oscar per il film più popolare. Perché è di questo che parla questo business. Ha fatto quello che i film fanno da sempre, portare la gente in una gigantesca stanza buia. Tutti i film sono validi. Alcuni vanno al cinema per emozionarsi. Ad alcuni piacciono i supereroi. Se qualcuno ha più cu*i di te sulle poltrone, vuol dire semplicemente che il tuo pubblico non è altrettanto ampio. Ci sono artisti che hanno carriere di successo nonostante nessuno conosca una sola frase dei loro film. Io sono il tizio che dice cose che adesso stanno su una maglietta“.

Certo un Oscar per il film più popolare non sembra per niente una cattiva idea, dato che molto spesso la produzione che va dietro i grandi blockbuster, come i film della Marvel, viene privata di un riconoscimento che in realtà le andrebbe meritatamente attribuito. Il lavoro che c’è dietro tali produzioni è immenso, impossibile da quantificare per chi non c’è dentro, inimmaginabile. Migliaia di ore spese a fabbricare set, passate in sala trucco e parrucco, o in pre produzione a cercare di mettere insieme tutti i pezzi che comporranno un nuovo capitolo di uno dei franchising più prolifici di sempre. Per una volta, Academy, vogliamo dare un po’ di retta a Samuel?

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