Arte e Intrattenimento

San Roberto Bellarmino, “Soldato” della Chiesa ed esegeta

Moriva il 17 settembre 1621 San Roberto Bellarmino. Vescovo e Dottore della Chiesa, di formazione Gesuita, disputa con abilità e acume le controversie teologiche del suo tempo. Nominato cardinale, inoltre, si dedica alla difesa della dottrina cristiana attraverso scritti esegetici, ascetici e storici.

San Roberto Bellarmino, la scrittura come arma di difesa spirituale

Di formazione Gesuita, San Roberto Bellarmino viene ordinato sacerdote nel 1570. Inizia così ad insegnare teologia a Lovanio, battendosi in difesa della Chiesa contro la dottrina di Michele Baio. Successivamente ottiene presso il Collegio Romano la cattedra di controversia: nascono da qui, le “Disputationes de controversiis christianae fidei adversus huius temporis haereticos“, vera e propria querelle protestante. Contributo fondamentale, quello del teologo Bellarmino: la Chiesa infatti, uscita da poco dal “Concilio di Trento“, si troverà sopraffatta dal ciclone protestante; pertanto la necessità di affermare la propria identità culturale e spirituale diventerà un dato essenziale. Attività teologica, quella di San Roberto Bellarmino, quindi fondamentale nella difesa della Chiesa Cattolica in concomitanza alla guerra civile tra cattolici ed ugonotti.

Si ascrive, inoltre, nel contesto della lotta protestante, la revisione della “Vulgata“: sarà questo proprio un compito del Santo. Divenuto altresì cardinale, continuerà con acume il suo operato di difensore della fede cristiana, intervenendo attivamente nelle questioni del suo tempo: l'”interdetto di Venezia” (1606); la controversia anglicana (1607-1609); i processi a Galileo, Giordano Bruno e Campanella, sono solo alcune della battaglie di cui si farà portavoce. Un’attività teologica estremamente vasta, quella di San Roberto Bellarmino: oltre alle già citate “Disputationes“, vi sono anche opere esegetiche (“In omnes Psalmos dilucida expositio”); come anche opere ascetiche e di carattere storico. Le sue opere si rivelano così testimonianza di una concreta spaccatura istituzionale – ma soprattutto religiosa – che coinvolge l’Occidente del tempo e non solo. Il 29 giugno 1930, la sua santificazione.

Annagrazia Marchionni

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