Attualità

Sanità, il problema delle liste d’attesa e le soluzioni di Speranza

Nell’era post Covid della sanità italiana sta diventando sempre più insormontabile il problema delle liste d’attesa con tempi lunghissimi in tutte le regioni italiane. A questo si aggiunge la mancanza di personale per il pronto soccorso dopo le dimissioni di molti medici a causa dello stress dovuto ad un aumento di pazienti costretti a presentarsi ai dipartimenti di emergenza degli ospedali per effettuare rapidamente la visita di cui hanno urgentemente bisogno. Diverse sono le soluzioni messe in campo dal ministro della Sanità Roberto Speranza come il finanziamento di più borse di studio per i medici e un miliardo di euro alle regioni.

Sanità, le lunghe liste d’attesa e le carenze dei medici dei pronto soccorso

La sanità pubblica italiana nell’era post covid sta avendo una lentissima ripresa a causa di due gravi problemi. Il primo è quello delle lunghe liste d’attesa che prevedono tempi lunghissimi per una visita specialistica. Sono, ad esempio, 268 i giorni di attesa per una visita cardiologica a Torino, 143 giorni a Roma per una gastroscopia e 120 giorni per una visita oculistica a Palermo. Tempi lunghissimi esasperati dall’aumento delle richieste dovute anche al lento recupero di tutte quelle visite sospese durante la pandemia.

Tante sono le soluzione adottate dalle regioni per sfoltire le liste d’attesa. Si è cercato, ad esempio in Piemonte, di spostare molti pazienti in tutto il territorio regionale per diminuire i tempi di attesa. Oppure, ad esempio in Emilia e Romagna e in Lombardia, di vendere molte prestazioni ai privati ma questo non è bastato. Infatti molti pazienti che non potevano permettersi lunghe attese, grandi spostamenti o di pagare prestazioni private si sono riversati sui pronto soccorso provocando il secondo grave problema all’ordine del giorno nella sanità italiana. Molti medici dei reparti di emergenza si sono infatti dimessi a causa del forte stress causando una grave carenza lamentata anche dai sindacati.

Le decisioni del ministro Speranza

È un problema che viene da lontano ed è stato ulteriormente complicato dal Covid. Abbiamo già indirizzato un miliardo di euro, in due tranche, alle Regioni per affrontarlo e ci aspettiamo di vedere presto i risultati. La questione attese è legata al numero di medici più che alle attrezzature. Sul personale abbiamo avviato un’operazione mai vista”. Queste le dichiarazioni in un’intervista del ministro della Sanità Roberto Speranza che ha ribadito le decisioni del governo di dare un finanziamento di un miliardo di euro alle regioni e di aumentare i contributi alle borse di studio per i medici per risolvere il problema delle carenze di organico e delle lunghe liste d’attesa.

Il ministro Speranza si è poi espresso anche sulla crisi dei pronto soccorso. Per il titolare del dicastero della Sanità “il lavoro nell’emergenza è spesso estenuante”. “ Noi abbiamo fatto un primo passo stanziando 90 milioni”, spiega Speranza, “e istituendo una nuova indennità specifica per chi lavora al pronto soccorso. Sono prime risorse, cercheremo di trovarne altre ma si tratta di un segnale: diciamo ai lavoratori che siamo consapevoli delle loro difficoltà. Poi avrà un ruolo fondamentale il Pnrr. Circa 7 miliardi andranno all’assistenza territoriale, irrobustendo la rete che fa schermo al pronto soccorso, perché prende in carico i pazienti prima che finiscano in ospedale. Nel Piano si prevedono 1.350 case di comunità, dove lavoreranno medici di famiglia, specialisti, infermieri” .

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
Back to top button