Le tradizioni non bastano se il prodotto perde di autenticità: Sanremo è storia per la canzone italiana, ma siamo sicuri che ci crediamo ancora?

E’ la 69esima edizione del festival di Sanremo, un appuntamento che gli italiani tradizionalisti e patriottici- anche per così poco- aspettano per tutto l’anno, eppure quest’anno Sanremo non convince.

Ce lo suggeriscono gli ascolti in calo, con uno share ben al di sotto del 50 %, e tutti quei commenti che si affollano sotto le dirette social e in fila alla cassa del centro commerciale.

Ma cosa non ci piace di Sanremo?

Quella che è una semplice constatazione di dati rilevati potrebbe rivelarsi un’analisi antropologica sociale sul gusto degli italiani? Il gusto degli italiani è cambiato? E perché?

L’abbiamo già detto: Sanremo è tornato finalmente ad essere una vetrina musicale che rispecchia la scena giovanile. Suona una musica ai tempi del contemporaneo, è l’opportunità di rappresentare una nuova generazione musicale.  

Ma come quando in una relazione si dice che l’amore non basta, anche in un Festival la musica non basta. Intorno c’è la moda. E la moda è spettacolo e intrattenimento. E lo spettacolo non è intrattenimento.

Allora mettiamola così: Baglioni è un cantante, a Sanremo fa il presentatore. Ma canta lo stesso, anche qui. L’analisi di questa scelta autorale risiede sempre in quella antropologica.

C’è una sottile differenza tra vecchio e vintage, Sanremo si è fatto vecchio? Crediamo alle tradizioni ma non sappiamo adattarle ai tempi.

Però una cosa nuova c’è, a Sanremo quest’anno mancano tutti quei fiori: Sanremo minimal è l’unico tentativo di adattare un prodotto tradizionale a una forma contemporanea.

Meno all’avanguardia le critiche degli hipster che rivendicano i loro luminari Indie che si vendono al palco di Rai 1, perché “l’Indie non va in tv”. Ma manca sempre l’hype. E si va sempre ai talent show.

E, invece- forse, l’unica scelta autentica è vedere la faccia tatuata di Achille Lauro sopra una giacca lucida nera sul palco di Sanremo. Perché c’è almeno qualcuno che fa ancora del rock. Un rapper fa anche rock?

Sarà che c’entra, in qualche modo, la storia della bruttezza che ci spiegava Umberto Eco?

Rossella Papa