Attualità

Cosa succede se esco? Tutte le sanzioni

Che succede se io esco di casa, dopo il decreto di ieri serra? Cosa succede se dovessi dichiarare di andare a lavoro, mentre in realtà sto andando in giro per la mia città? Il codice di procedura spiega per bene tutti le violazioni che si possono commettere con le relative sanzioni.

L’art. 1 del DPCM 9 marzo 2020, ha statuito che “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all’intero territorio nazionale”. Grazie al rinvio al precedente DPCM, la validità è fino al 3 aprile.

Rinvio all’art. 650 c.p.

L’articolo 4 del DPCM 8 marzo, al comma II testualmente recita:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, come previsto dall’art. 3, comma 4, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”.

Per l’effetto tutti gli “obblighi” contenuti nel provvedimento risultano sanzionati col reato contravvenzionale ex art. 650 c.p., mentre per le numerose “raccomandazioni” ivi contemplate, il medesimo testo non prevede conseguenze.

Sanzioni per autodichiarazioni mendaci (scarica il modulo)

Nelle zone arancioni, estese a tutta la penisola (in virtù dell’art. 1 del DPCM 9 marzo) è prescritto (art. 1, c. I, lettera “a”) di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, come pure all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da:

  • comprovate esigenze lavorative,
  • situazioni di necessità,
  • motivi di salute.

 E’ il corpo dello stesso modulo a richiamare le sanzioni per le ipotesi di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale:

  • art. 76 del DPR n. 445/2000, che richiama i reati di falso, anche commessi ai danni di pubblici ufficiali;
  • art. 495 c.p. recante “Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”, prevedendo la pena della reclusione da uno a sei anni.

Nella finalità di attuare i controlli nelle zone a “contenimento rafforzato” la Direttiva del 9 marzo prevede, tra le altre cose, che:

  • la veridicità dell’autodichiarazione (per gli spostamenti) potrà essere verificata anche con successivi controlli;
  • la sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella indicata dal dpcm 8 marzo 2020 (articolo 650 c.p., cioè “Inosservanza di un provvedimento di un’autorità”), salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave;

al fine di fornire al pubblico un’informazione non solo corretta ma quanto più esaustiva possibile, il personale operante provvederà anche a informare gli interessati sulle più gravi conseguenze sul piano penale di un comportamento, anche solamente colposo, non conforme alle previsioni del DPCM 8 marzo, che possono portare a configurare ipotesi di reato.

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