Sarri rivoluziona la Juventus e se stesso

Domenica, è stato ufficializzato Maurizio Sarri come tecnico della Juventus per la prossima stagione. Dopo settimane di trepidazione per sapere il nome di avrebbe allenato la Vecchia Signora, il club bianconero attraverso i propri canali social ha dato il benvenuto al “Comandante”.

Il tecnico nato a Napoli nel 1959 ha firmato un contratto di 7 milioni di euro, che lo legherà alla Juventus per i prossimi tre anni.

Grande attesa per la prima conferenza stampa prevista per Giovedì alle ore 11:30.

La rivoluzione bianconera

Il nome di Sarri è stato accolto con particolare stupore dagli addetti ai lavori, che considerano questo come un punto di rottura con i tecnici di tradizione bianconera , spesso più conservatori.

Probabilmente, nonostante la tanta retorica che si sta facendo questa scelta, le cose sono più semplice di come le si pensino. Agnelli da grande leader d’azienda, ha capito che era giunto il momento di cambiare per donare nuovi stimoli alla squadra, specie in vista di un prossimo campionato che si preannuncia avvincente.

La scelta di Maurizio Sarri in ottica Champions, è quella di avere una squadra con un’idea di gioco ben delineata, volenterosa di imporre il proprio credo calcistico nelle notti Europee.

Da questo punto di vista è una scelta che ricorda quella di Marcello Lippi (anche esso con un passato a Napoli) che nel suo primo ciclo riusci a portare la vecchia Signora sul tetto del mondo, con un calcio aggressivo – offensivo.

“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”

Tutta la tradizione e la filosofia della Juventus si basa su questo concetto, coniato dalla storica bandiera Juventina Giampiero Boniperti. Neanche Maurizio Sarri potrà essere esentato da questo concetto. Quindi ben venga, il bel gioco, la bellezza, ma sempre per perseguire il fine ultimo che è il risultato.

Lo stile Juventus

Anche per quanto riguarda lo stile Juventus, negli ultimi giorni si sta facendo una retorica di cui se ne farebbe volentieri a meno. Sarri a Napoli ha vestito i panni del “Comandante” anti sistema, perché ha voluto cavalcare gli entusiasmi della piazza.

Già nella sua esperienza al Chelsea, ha dimostrato non solo di saper vincere (cosa fondamentale) ma di saper rivestire il ruolo del Manager in un top club Europeo e di saper gestire uno spogliatoio con tanti campioni..

Quindi per concludere, il destino di Sarri non dipenderà da come lo vedremo vestito, quanto piuttosto dai risultati che la sua Juventus sarà in grado di ottenere in futuro.

Luca Pradella

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