Sono passati otto anni da quando Roberto Saviano è stato portato in tribunale per aver definito Matteo Salvini «ministro della mala vita». Dall’inizio della vicenda iniziata nel 2018, arriva per lo scrittore l’assoluzione dall’accusa di diffamazione.

Saviano è ufficialmente assolto, ma perché è nata la controversia con Salvini?

L’inasprimento del rapporto tra l’attuale vicepresidente del Consiglio e il giornalista è iniziato ben prima, nel 2017. In quel periodo Salvini decise di pubblicare un post su Facebook in cui minacciava apertamente di togliere la scorta a Saviano, a seguito di una critica partita da quest’ultimo sul tema dell’immigrazione. «Se andiamo al governo dopo aver bloccato l’invasione, gli leviamo anche l’inutile scorta. Che dite?» aveva commentato l’allora ministro dell’Interno. Lo stesso aveva ulteriormente commentato la scorta di Saviano affermando: «Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi piare che passi molto tempo all’estero».

La scorta venne assegnata a Saviano nel lontano 2006, quando quest’ultimo venne minacciato e intimidito dai Casalesi, clan camorristico da lui denunciato. L’assegnazione, sulla base di valutazioni dell’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Persona (UCIS), viene poi decisa dal ministero dell’Interno. Alle dichiarazioni soprariportato, Saviano aveva risposto: «le parole pesano, e le parole del ministro della mala vita, eletto a Rosarno (in Calabria) con i voti di chi muore per ’ndrangheta, sono parole da mafioso. Le mafie minacciano. Salvini minaccia». Saviano, dopo essere stato accusato di diffamazione, ha spiegato di aver citato quell’espressione come critica nei confronti del potere. Il giudice, sulla base di questa spiegazione, ha accolto la tesi della difesa del giornalista.

Saviano ha successivamente commentato la sentenza di assoluzione affermando non solo di essere stato tormentato da Salvini, ma di essere stato utilizzato da quest’ultimo per fare campagna elettorale. Salvini, di risposta, ha parlato di «giudici ideologicamente schierati». Oltre a ciò, pare il vicepresidente, pur non essendo chiaro per cosa, ha affermato di voler querelare di nuovo Saviano.

Stefania Cirillo