Sono emersi sviluppi in merito allo scandalo Opekepe che ha investito la Grecia recentemente. L’oggetto in questione è una presunta frode su fondi agricoli che ha portato (e sta portando) profondi cambiamenti dell’assetto politico greco. Tra i dossier inerenti al caso vi è un primo fascicolo, proveniente dalla Procura europea, che chiede la revoca dell’immunità di undici parlamentari in carica. Il secondo, invece, è relativo alla legge sulla responsabilità dei ministri. Nello specifico riguarda l’ex ministro dello Sviluppo rurale Spillos Livanos e il suo viceministro, Fotini Arabatzi, in merito ad atti e omissioni nell’esercizio delle loro funzioni. A fronte di questi sviluppi, ha preso la parola il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis.

La truffa da milioni di euro è basata su finti allevamenti e terreni inesistenti, creati con l’unico fine di ottenere i fondi agricoli dell’Ue. La Procura sospetta proprio gli undici parlamentari, di cui ha chiesto la revoca dell’immunità, di aver favorito o quantomeno coperto il sistema basato sui favoritismi. Lo scandalo è di una portata considerevole. Quest’ultimo non sta soltanto occupando le prime pagine dei giornali della nazione europea, ma ha anche portato alle dimissioni di tre ministri e alla chiusura definitiva dell’ente pubblico che gestiva quei soldi. Durante un discorso televisivo tenutosi lunedì, Mitsotakis ribadisce immediatamente che nessuno dei parlamentari ha in alcun modo tratto vantaggio finanziario.

Il primo ministro Mitsotakis parla dello scandolo e delle conseguenze del caso Opekepe

L’Opekepe (Organizzazione per i pagamenti e il controllo degli aiuti comunitari per l’orientamento e le garanzie), creata nel 2001 con lo scopo di gestire i sussidi agricoli dell’Ue, è stata poi abolita a seguito di gravi scandali di corruzione. Il primo ministro greco ribadisce l’importanza della subordinazione delle seguenti attività all’Anexartiti Arhi Dimosion Esodon (Aade, Autorità indipendente per le entrate pubbliche). Quest’ultima è l’autorità fiscale e doganale greca responsabile delle imposte, della gestione delle dogane e della lotta all’evasione fiscale. Il cambiamento, quindi, è radicale. «L’Opekepe, come lo conoscevamo -sottolinea Mitsotakis-, non esiste più». Adesso ogni responsabilità di determinare e liquidare i pagamenti agricoli è stata interamente trasferita all’Aade.

Il primo ministro greco parla di un altro cambiamento sostanziale che riguarda proprio l’incompatibilità tra ministro e parlamentare. Ciò significa che se un deputato viene eletto ministro sarà costretto a lasciare il suo incarico in parlamento. Questa trasformazione è volta a evitare eventuali conflitti di interesse e a provvedere alla separazione dei poteri. Ad oggi, infatti, i ministri sono tenuti a gestire miliardi di euro e, contemporaneamente, devono anche interessarsi a future rielezioni.

Vi è quindi il rischio che si verifichino favoritismi tra i suoi elettori per assicurarsi nuovamente il voto. Nel complesso, l’obiettivo del primo ministro è di «trasformare la Grecia in uno Stato europeo moderno, in cui non sarà necessario conoscere personalmente il parlamentare per essere trattati con dignità dal settore pubblico». Il punto nevralgico, secondo il capo del governo, è che vengono trascinati nel presente problemi nati e consolidati in passato. Mitsotakis dichiara quindi: «Il Paese sconfiggerà ciò che viene da ieri e lo trattiene. E il suo cammino d’ora in poi sarà solo in avanti, con le elezioni del 2027 come prima e decisiva pietra miliare».

Stefania Cirillo