Scienza Divertente – Il pianeta Marte

Conoscete tutti il nostro Sistema Solare vero? Sapete da quanti pianeti è formato? Da ben otto pianeti! Oggi parliamo di un pianeta che viene definito solitamente “il pianeta rosso”: avete indovinato di quale stiamo parlando? Marte ovviamente!

Sistema Solare (foto dal web)

Quali sono le caratteristiche di Marte?

Marte è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, fa parte dei pianeti di tipo terrestre insieme a Mercurio, Venere ed alla Terra ed è inoltre visibile ad occhio nudo. Comunemente viene chiamato il “Pianeta rosso”, a causa del suo colore caratteristico dovuto alle grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono.

È il pianeta più simile alla Terra tra tutti gli altri: le sue dimensioni, infatti, sono intermedie fra quelle del nostro pianeta e della Luna e la sua un’inclinazione dell’asse di rotazione e durata del giorno sono molto simili a quelle terrestri.

La sua atmosfera è composta quasi del tutto da anidride carbonica, con tracce di azoto e pochissimo ossigeno perciò non è respirabile per un essere umano. Il cielo di Marte non è azzurro come quello della Terra, ma si presenta di colore rossastro dovuto al fatto che nell’atmosfera è presente una polvere contenente ossidi di ferro.

Come tutti sappiamo, la presenza di acqua non è possibile sulla sua superficie a causa della pressione atmosferica molto bassa, ma sono comunque ben visibili due calotte di ghiaccio sui poli del pianeta. Queste calotte sono composte di acqua e anidride carbonica ghiacciate e la loro dimensione varia con le stagioni. La temperatura media su Marte varia da 14 gradi sotto zero durante l’estate a -120 gradi in inverno: quindi è decisamente molto più fredda rispetto a quella terrestre!

Superficie di Marte (foto dal web)

Miti e leggende sul pianeta Marte

Fin dall’antichità, proprio per il fatto che Marte era visibile ad occhio nudo dalla Terra, si sono diffusi miti e credenze sulla presenza della vita su questo pianeta. Tutto ebbe inizio con le osservazioni telescopiche dell’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, che riuscì ad individuare delle strutture reticolari, definite ‘canali’.

Attorno a questi canali erano visibili delle macchie scure, il cui aspetto variava nel corso dell’anno. Si giunse alla conclusione che i canali fossero dei fiumi e le macchie fossero zone ricoperte di vegetazione e che forse il pianeta potesse essere abitato dai cosiddetti “marziani”. In realtà, oggi sappiamo che le macchie sono depositi di sabbia trasportati dai fortissimi venti che soffiano sul pianeta.

Il mito continuò a diffondersi anche grazie alla narrativa e ai film di fantascienza, ma le prime esplorazioni avvenute grazie alle sonde di esplorazione rivelarono ben presto quale fosse la realtà su questo pianeta.

Esplorazioni passate e future

Le prime sonde ad atterrare su Marte sono state le Viking 1 e 2, lanciate nel 1975 per raccogliere informazioni sulla superficie e sull’atmosfera di Marte.

Si cercavano tracce di eventuale presenza di vita, ma fu evidente che non era possibile in nessun caso confermare questa presenza.

Il 6 agosto 2012 atterrò su Marte il rover Curiosity, il maggiore per dimensioni e complessità tecnologica sviluppato dalla NASA, con l’obiettivo di investigare sulla capacità del pianeta di sostenere la vita. La sonda ha riscontrato la presenza di acqua, zolfo e grandi quantità di molecole organiche complesse sul suolo marziano contenenti, cioè, gli ingredienti base della vita.

Rover (foto dal web)

Attorno alle 21.00 ora italiana del 26 novembre 2018, il lander InSight della Nasa ha raggiunto con successo il suolo marziano. Dopo un viaggio di centinaia di migliaia di chilometri durato quasi sette mesi, la sonda è riuscita ad atterrare senza problemi sul suolo marziano.

Questo lander è stato studiato per atterrare e rimanere sempre nello stesso posto, a differenza dei rover che possono invece muoversi e spostarsi sulla superficie.

InSight è stato studiato per fare una cosa mai tentata prima su Marte: misurare direttamente e con precisione i terremoti che si ipotizza avvengano sul pianeta.

Studiando i terremoti, infatti, sarà possibile scoprire diverse cose su come è fatto un pianeta roccioso poco dopo la sua formazione, un fenomeno molto comune nell’Universo dove si formano di continuo nuovi pianeti sia rocciosi che gassosi. Lo strumento più importante di InSight è ovviamente un sismografo.

La prossima finestra di lancio utile sarà nel 2020 e già si prevedono diverse missioni di diverse agenzie spaziali.

La NASA prevede infatti di inviare Mars 2020, rover gemello di Curiosity, ma con una strumentazione scientifica differente adatta per studiare l’abitabilità di Marte, definire il clima e preparare le future missioni umane. La missione sarà accompagnata da uno strumento mai inviato su Marte prima d’ora: un piccolo elicottero, che scatterà foto della superficie e testerà le capacità di volo nell’atmosfera ultra sottile del Pianeta Rosso.

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