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Sea Watch, attacco della Ong alla Finanza mentre la capitana viene trasferita

Mentre continuano gli sbarchi a Lampedusa, l’Ong accusa la Finanza di essere stata irresponsabile nell’ostacolare l’attracco della Sea Watch 3.

“Carola si è scusata con la Finanza, ma non per essere entrata in porto. Anche se è stato violato un alt, è stato un comportamento irresponsabile che si sia fatto un tipo di manovra ostruttiva nei confronti di una nave che non voleva certamente minacciare o bombardare. Inoltre le forze dell’ordine non hanno bloccato chi ci stava insultando.” Non usa mezze misure la Sea Watch, la Ong la cui nave omonima ha forzato il blocco del porto di Lampedusa 5 giorni fa.

La forzatura e l’arresto

La capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, ha deciso, il 26 giugno, di forzare il blocco dei porti italiani stabilito da Salvini. Le condizioni di bordo erano ormai critiche dal punto sanitario e psicologico, e la comandante tedesca ha preferito prevenire eventuali gesti disperati dei passeggeri. Questa scelta le è costata l’arresto da parte della Guardia di Finanza, che la Procura di Agrigento sarà tenuta a confermare o meno oggi stesso. Quest’ultima dovrà anche valutare le accuse di rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate.

Mattarella “Occorre abbassare i toni”

“Serve un abbassamento generale dei toni che consenta di affrontare con maggiore serenità e concretezza la questione dei migranti. Il fenomeno migratorio è inarrestabile e l’Europa nel suo complesso deve governarlo in collaborazione con i Paesi dell’Africa da da cui partono i flussi migratori. Non può essere affrontato da un singolo Stato” . Così ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un intervista. Un invito quanto mai appropriato, in un momento in cui nei rapporti tra l’Italia e gli altri Paesi europei vincono tensione e sfiducia. Meno provocazioni e più collaborazione

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