La situazione è tesa e Mark Rutte, Segretario Generale della NATO, è incaricato di un compito spinoso: convincere Donald Trump a riconsiderare il suo ritiro dall’Alleanza, puntando sulla reciproca utilità. La tensione, inoltre, è aumentata a seguito dalle rinnovate minacce del presidente statunitense di un concreto allontanamento. La visita di tre giorni di Rutte a Washington avrà proprio questa finalità.
Il compito di Rutte è di dissuadere Trump dall’abbandonare la NATO
Secondo quanto riporta Euronews il Segretario Generale, a seguito del cessate il fuoco concesso all’Iran, dovrebbe incontrare Trump. In aggiunta, Rutte oltre i colloqui con i membri del Congresso, terrà un discorso alla Ronald Reagan Presidential Foundation and Institute nella giornata di domani. Tra i temi principali sicuramente verrà affrontata la frustrazione degli Stati Uniti per il rifiuto degli alleati di unirsi a Israele nel conflitto contro l’Iran. Trump, in realtà, non ha particolarmente gradito anche il rifiuto di questi ultimi di utilizzare il loro spazio aereo. Ragione aggiuntiva che ha messo il presidente nella posizione di riconsiderare l’utilità della sua permanenza nell’Alleanza fornendo, in aggiunta, un contribuito alla sicurezza europea che lui stesso ha definito sproporzionato.
Donald Trump un’intervista al Telegraph ha definito gli alleati della NATO «una tigre di carta» senza la presenza degli Stati Uniti. Lo stesso ex ambasciatore degli USA presso la NATO, Kurt Volker, ha affermato che Rutte dovrà affrontare un compito assai ostico nella gestione delle tensioni. Nello specifico, per gli alleati europei come Germania, Finlandia, Spagna e Francia, che hanno criticato apertamente la campagna Stati Uniti-Israele in Iran. Volker, inoltre, ha dichiarato a Euronews: «Il messaggio dell’Europa è stato terribile», evidenziando l’inutilità di una cosa aperta opposizione dei Paesi a Washington.
Questo, inevitabilmente, si riflette contro la NATO stessa. «Gli europei avrebbero potuto dire: “Siamo tutti coinvolti in questa situazione e vediamo come possiamo aiutare”», affermando che una presa di posizione simile non avrebbe comportato un coinvolgimento militare diretto. «Il suo compito è quello di mantenere gli Stati Uniti nella NATO. Rappresenta l’alleanza nel suo complesso, piuttosto che i singoli Stati membri», ha concluso Volker.
Stefania Cirillo





