Miss Universo è uno dei concorsi di bellezza più prestigiosi al mondo. Il suo seguito e la sua fama sono indiscussi, al pari dell’impatto sociale che può e riesce ad avere. La competizione ha poi assunto un valore aggiunto da quando, nel 2012, la Miss Universe Organization ha modificato il regolamento includendo anche le donne trans. È stato il caso di Jenna Talackova, modella canadese inizialmente esclusa dal concorso, a far scattare il campanello d’allarme.
Dopo una mobilitazione mediatica e il coinvolgimento di GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), la concorrente è stata riammessa. Da allora la competizione ha previsto a livello formale la partecipazione delle donne transgender. Tuttavia, questo non ha impedito e non impedisce tutt’ora alle concorrenti trans un trattamento inadeguato. È il caso di Gabriel Rodríguez Velázquez che, il prossimo 25 giugno, rappresenterà Cidra, città di Porto Rico, a Miss Universo Porto Rico.
Miss Universo 2026: per qualcuno la partecipazione delle donne trans è ancora un problema
La 75ª edizione di Miss Universo che si terrà il 20 novembre 2026 al José Miguel Agrelot Coliseum di San Juan, Porto Rico, è seguita già da una nota negativa. Ma se la competizione ammette formalmente da anni le donne trans, qual è il problema? Teoricamente nessuno, se non fosse per il senatore Thomas Rivera Schatz che ha definito la partecipazione di Velázquez una «vergogna e un disonore». L’uomo ha reso pubblico il suo commento attraverso un post su Facebook, chiedendo inoltre che il governo ritiri qualsivoglia sostegno come «segno di rispetto per le donne». Non è arrivato alcun commento da parte di Gabriel Rodríguez Velázquez che ha scelto di rendere noti i suoi ideali malgrado l’odio ricevuto online.
La venticinquenne, infatti, tra lo studio per diventare attrice e il lavoro come artista multidisciplinare, non ha avuto il tempo materiale per rispondere agli insulti ricevuti a seguito del commento del senatore. La donna ha poi rivelato al quotidiano El Nuevo Día: «Tutti parlano con il cuore e con i propri valori, e mi sono sentita felice e accolta. Le ragazze mi hanno fatto sentire come una persona qualsiasi, e lo stesso vale per l’organizzazione. Essere qui è come aver raggiunto un traguardo che desideravo da tempo, e quest’anno ne ho approfittato appieno». Anche se negli anni Velázquez ha imparato ad affrontare con un certo spirito gli insulti transfobici, questo non priva gli insulti ricevuto del loro impatto. «Voglio essere Miss Universo Porto Rico per ciò che rappresento: una donna che si batte per l’uguaglianza e il rispetto», ribadisce.
Quel che conta è che «nessuna viene esclusa»
Ai commenti di Thomas Rivera Schatz seguono, tuttavia, quelli di Yizette Cifredo, direttrice della sezione di Porto Rico di Miss Universo. Cifredo ha voluto ribadire la gioia e l’orgoglio per tutte le partecipanti del concorso. Ha poi aggiunto: «Nel 2023, quando abbiamo avuto la nostra prima concorrente transgender, non c’era bisogno di ulteriori spiegazioni se non che stavamo facendo le cose per bene. Tutte le donne presenti meritano di occupare quello spazio e nessuna viene esclusa. Al contrario, il numero di donne che possono partecipare è aumentato. Qui abbiamo donne diverse: donne sposate, madri, donne single, donne alte, donne basse e donne con esperienze di vita diverse. Nessuna di queste donne deve spiegare o giustificare la propria esistenza». Questo, alla fine, è ciò che conta: vedere una rappresentanza di donne variegata che, attraverso il concorso, può far emergere la propria voce.
Stefania Cirillo





