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Serie A: il piano per la ripartenza

Le società di Serie A sono sempre più compatte in favore della ripresa del campionato, ma soltanto a determinate condizioni e rispettando alcune procedure. Il governo, dall’altra parte, continua a nutrire molti dubbi in merito e il ministro dello Sport Spadafora appare quantomai tentennante. Il campionato riprenderà o meno? Scopriamo la situazione.

Serie A: il punto di incontro delle società

Dubbi, polemiche e incertezze: questo è il clima che ha caratterizzato il calcio italiano negli ultimi mesi. Le stesse società hanno più volte mostrato atteggiamenti molto diversi in merito ad una possibile ripresa del campionato di calcio. Finalmente, in assemblea di Lega, sono riuscite a trovare un punto di incontro: ripartire uniti, ma rispettando le procedure che consentano la massima efficienza organizzativa, sportiva e medico-sanitaria.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, i club, in particolare, hanno richiesto la massima attenzione sulla stesura dei protocolli organizzativi per la ripresa, in modo da mantenere la massima sicurezza. Esami periodici e continui dovrebbero assicurare il mantenimento dello status di salute di tutti i calciatori. Infine, anche temi più spinosi come la responsabilità penale e patrimoniale dei club in caso di contagio dei loro assistiti, sono stati affrontati.

Il problema dei contratti

Ovviamente, come specificato da Tommasi qualche settimana fa, anche la problematica giuridico-contrattuale necessitava di chiarimenti. I diversi contratti ( prestiti con obbligo o diritto, cessioni temporanee, prestiti secchi) scadono a Giugno 2020 e necessitano di un prolungamento riconosciuto anche nelle altre federazioni. L’interesse di tutti i club è quello di avere la massima chiarezza sul programma di ripartenza e di organizzazione di questa e della prossima stagione calcistica. In particolare, bisognerà inevitabilmente modificare i tempi della sessione di calciomercato, che risulterà alterata dall’eventuale ripresa del campionato.

Tantissimi, tuttavia, i punti ancora non affrontati, ma fondamentali da determinare. Sarà possibile giocare su tutti i campi a porte chiuse o sarà scelta un’area geografica specifica? Cosa potrebbe avvenire in caso di nuovi contagi? Quali saranno, precisamente, le date per la ripresa? Tante le decisioni da prendere e le questioni che governo, Uefa e Fifa dovranno affrontare.

Le decisioni di Spadafora sul futuro della Serie A

In attesa dell’esecutivo, dunque, i club sono riusciti a trovare un punto di incontro. Tutt’altro che deciso, invece, appare il ministro dello Sport Spadafora, quantomai dubbioso sulla possibilità di riprendere gli allenamenti il 4 maggio. In Senato, invece, il ministro ha mostrato i primi segnali di una timida apertura alla ripresa, nel rispetto delle decisioni prese dalle società. Tuttavia, la questione resta tutt’altro che risolta e significative decisioni non sono state ancora prese. Assicurare, in pochi giorni, un protocollo perfettamente funzionante e che possa essere rispettato, non sarà facile. Inoltre, diversi calciatori sono ancora all’estero, anche se stanno progressivamente rientrando.

La videoconferenza tra il ministro Spadafora e i principali organismi del calcio, dunque, non ha prodotto significativi cambiamenti. Nell’insicurezza più totale, l’isola del calcio vuole ripartire, ma assicurare il mare calmo intorno ad essa, sarà un’impresa tutt’altro che facile.

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