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Tommasi: ” Il campionato può fermarsi”

Torna a parlare Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, in un’intervista esclusiva al Messaggero. L’ex calciatore, tra i più convinti sostenitori dello stop alla Serie A, non esclude un possibile annullamento del campionati, con evidenti ripercussioni sull’universo calcistico italiano. Tommasi ha, dunque, svelato chiaramente quelle che potrebbero essere le sorti della stagione calcistica.

Tommasi: “Se chiudono le scuole, può chiudere anche un campionato”

L’ex calciatore della Roma, come suo solito, ha espresso chiaramente la propria opinione, con toni sempre chiari e decisi. Tommasi ha infatti ribadito che il calcio, riferendosi allo sport in generale, in questo momento è un lusso che un paese privo di infermieri non può permettersi. Insomma, ha voluto chiarire la situazione, ribadendo che sarà unicamente il virus e il suo andamento a determinare il futuro della stagione calcistica. Pur chiarendo i possibili disagi che potrebbero derivare dall’annullamento dei campionati, Tommasi ha ribadito, mantenendo il proprio pensiero originale, che la salute rimane al primo posto.

Io ho cercato di farlo capire subito, quando ho chiesto lo stop alla Figc e mi è stato detto di no. Il giorno dopo ci abbiamo provato dalla mattina. La prossima volta, il Governo non farà scegliere a chi non sa scegliere. Se si tornerà in campo, lo si farà con la massima sicurezza“. Queste le sue dichiarazioni in riferimento all’inutile tentativo di far proseguire i campionati a porte chiuse nella nostra penisola. Tommasi ha ribadito la propria volontà di far tornare in campo i calciatori soltanto qualora la situazione migliorasse e fosse possibile farlo in sicurezza.

Proseguimento fino al Luglio?

Il presidente dell’Assocalciatori ha anche specificato le possibili problematiche legate a un proseguimento del campionato durante i mesi estivi. Un’ipotesi che sta prendendo sempre più piede con il rinvio dell’Europeo alla prossima estate. “ Sarebbe un bel casino. C’è un infinità di calciatori che, rispettando le regole, si trovano ad aver firmato per altri club con decorrenza il primo luglio. Ci sono i prestiti, gli svincolati. Il 30 giugno ci sono i bilanci da presentare ed è un problema per i club. Dovrà essere studiato uno scivolo, verrà fatta una moratoria, allungando gli accordi. E non bisogna esagerare con lo slittamento. L’inizio della stagione, infatti, non potrà essere spostato di troppo, dato che il prossimo anno ci sarà l’Europeo.

L’ipotesi dell’annullamento del campionato, tuttavia, non può essere esclusa. La drammatica situazione del nostro paese, infatti, impedisce di fare previsioni. L’ex centrocampista ha chiarito questo punto con una battuta, per smorzare le polemiche sulla forte volontà di alcuni presidenti di terminare la stagione. ” Molti presidenti sono come i musicisti del Titanic, che continuano a suonare mentre la barca affonda“.

Ripresa degli allenamenti?

Tommasi ha parlato anche della divisone dei vari club di Serie A in merito a una ripresa degli allenamenti. Anche su questo punto, facendo l’esempio del Valencia ( una delle squadre più colpite dal virus, con il 35% dei tesserati), Tommasi ha richiamato la massima prudenza. ” Come hanno fatto gli inglesi, trovo più corretto dire che non si riprenderà fino a una certa data, piuttosto che indicare un giorno. Bisogna vivere alla giornata, il dato sui decessi ci impedisce di fare altrimenti”. Senza creare ulteriori polemiche in un clima già piuttosto diviso, Tommasi ha fatto capire che la criticità del quadro complessivo impedisce di essere sicuri anche su una possibile ripresa degli allenamenti

Siamo in contatto diretto con i calciatori contagiati. Ci stiamo ponendo il problema delle conseguenze che il virus lascerà sui calciatori contagiati e asintomatici. Non è un qualcosa da banalizzare o sottovalutare“. Infine, Tommasi ha concluso in riferimento al nuovo quadro governativo di Lega e Figc, con una frecciatina. Ha, infatti, sottolineato la scarsità di rinnovamento dei componenti. Tuttavia, non ha voluto dilungarsi sull’argomento, ribadendo che le priorità, in questo momento, sono altre.

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