Finisce la regular season di Serie B nel peggiore dei modi per il Pescara. A Verona è arrivata un’altra sconfitta per la compagine abbruzzese, in uno scontro pesantissimo. Il Delfino era costretto a vincere per essere sicuro della salvezza, ma adesso si ritrova condannato ad uno spareggio da vita o morte.

Pescara, storia di un tracollo

Prima dello stop del campionato avevamo lasciato il Pescara in una situazione di classifica deficitaria ma non tragica, al 14° posto, con tre punti di vantaggio sulla zona playout. Il 20 giugno, con ancora Legrottaglie in panchina, all’Adriatico è di scena subito un match salvezza, che i biancoazzurri riescono a vincere per 3-1. Sembrava che la salvezza potesse essere ipotecata rapidamente e mettere una pietra sopra questa stagione.

Tutto ciò era solo un’illusione. Da quel momento, infatti, il Delfino ha racimolato la miseria di 7 punti in 9 partite. Inutile il cambio in panchina. Con Andrea Sottil al timone di una barca tutt’altro che stabile, il Pescara è riuscito a vincere solo una partita, quella contro il Livorno già retrocesso. Per il resto sono arrivate due sconfitte e tre pareggi.

Andrea Sottil, terzo allenatore quest’anno sulla panchina del Pescara- © 2020 Getty Images

La partita di venerdì a Verona contro il Chievo, lasciava ai biancoazzurri la possibilità di salvarsi con a disposizione due risultati su tre. Infatti, visti anche gli esiti degli altri campi, per Maniero e compagni, un punto sarebbe stato sufficiente a mandare ai playout Perugia e Cosenza. E’ stato Garritano all’89° a far piombare questa minima speranza nel baratro, in una partita dove la squadra di Sottil ha fatto a malapena un tiro in porta. Una pochezza che va avanti da inizio campionato.

Incubo retrocessione diretta?

Il Pescara attualmente è quartultimo, ad una sola distanza da un Trapani che ha corso fino all’ultimo per ottenere una insperata salvezza. Per come stanno le cose, sembra evidente come siano proprio i biancoazzurri a giocarsi la permanenza in Serie B contro il Perugia dell’ex Oddo.

Giovedì 6 agosto, davanti al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, si giocherà un’altra partita, non sul rettangolo verde. Il Trapani farà ricorso per la rimozione dei due punti di penalizzazione subiti per inadempienze amministrative saldate con ritardo. A pochi giorni dall’inizio dei playout, tutto può cambiare.

Se il Coni dovesse restituire un solo punto ai siciliani, il Pescara sarebbe retrocesso automaticamente in Serie C, senza passare per lo spareggio. In questo caso, sarebbero proprio i granata a giocarsi la Serie B con il Grifo. Se, addirittura, il Trapani riottenesse indietro entrambi i punti di penalizzazione, il Pescara sarebbe comunque retrocesso, e ai playout andrebbero Cosenza e Perugia, con i siciliani salvi per la classifica avulsa.

Pescara per la prima volta ai playout

Per la prima volta nella sua storia, il Pescara dovrà affrontare lo spareggio per non retrocedere in Serie C. Primato che, sicuramente, la società abbruzzese voleva evitare. La squadra, secondo i bookmakers di inizio anno, di certo non era dai primi posti in classifica, ma nessuno avrebbe scommesso di ritrovarla in una tale situazione. Fermo restando il verdetto di giovedì 6, al Pescara mancano ancora 180 minuti per evitare il disastro.

Il Delfino non avrà il vantaggio del fattore campo, il che significa che almeno una delle due partite dovrà essere vinta. Sottil, sempre se sarà lui il timoniere anche per questo spareggio, dovrà impegnarsi a caricare lo spogliatoio di una squadra che appare spenta, senza grinta. Compito di certo non facile per un allenatore esordiente, ma questo non deve essere un alibi. Si veda il gran lavoro svolto da un altro esordiente della categoria, Occhiuzzi, che a Cosenza ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo.

Bisogna rimboccarsi le maniche per ottenere una salvezza che fino a qualche settimana fa non doveva nemmeno essere messa in dubbio. In momenti come questi, non c’è modulo, schema o tattica che tenga. L’unica cosa che Memushaj e compagni dovranno dimostrare è la determinazione nel tenersi il più stretto possibile la categoria.

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