Settantadue persone, tra ex concorrenti, ballerini e cantanti che hanno preso parte alle selezioni nazionali e alle finali dell’Eurovision Song Contest hanno chiesto l’esclusione dalla prossima edizione di Israele e del canale televisivo pubblico israeliano Kan. Gli artisti hanno inviato all’organizzatore della manifestazione, la European Broadcasting Union una lettera congiunta, nella quale accusano l’emittente di essere complice del «genocidio di Israele contro i palestinesi di Gaza, del regime di apartheid che dura da decenni, dell’occupazione militare ai danni del popolo palestinese».
Non è la prima volta che la partecipazione di Israele viene contestata dagli altri Paesi. L’anno scorso, ad esempio, Eden Golan ha dovuto modificare il testo del suo brano October Rain, eliminando i versi dedicati all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, un riferimento politico vietato dal regolamento.
Chi è Yuval Raphael, la cantante che rappresenterà Israele all’Eurovision
A rappresentare Israele in questa edizione sarà Yuval Raphael, una ragazza sopravvissuta al massacro del 7 ottobre. La giovane era presente al Nova, il festival teatro della strage; ha raccontato di essersi nascoata in un rifugio in un kibbutz, poi preso d’assalto, e di aver finto di essere morta per salvarsi. L’artista, divenuta cantante solo di recente, ha dichiarato: «Voglio raccontare la mia storia e quella di Israele nonostante le difficoltà e le probabili contestazioni che potrebbero esserci».
L’Eurovision Song Contest 2025 si terrà dal 13 al 17 maggio a Basilea. In rappresentanza del nostro Paese si esibirà Lucio Corsi, subentrato al vincitore di Sanremo Olly dopo la sua rinuncia. L’Italia, tuttavia, sarà presente anche in altri modi: Gabry Ponte concorrerà per San Marino, mentre l’estone Tommy Cash porterà sul palco la già virale Espresso Macchiato. Resta da capire quale sarà la decisione dell’European Broadcasting Union e quale sarà la sua risposta alla missiva inviatale. Tra i firmatari, vi sono Salvador Sobral (Portogallo), Mae Muller (Regno Unito) e numerosi artisti provenienti da Finlandia e Islanda, da tempo in prima linea contro il governo di Netanyahu.
Federica Checchia
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