Sette miglia a nord di Venezia dov’è la romantica Torcello

Dall’ammirazione di John Ruskin ai suggestivi tramonti sulla laguna veneta: i motivi per visitare Torcello. L’isola è uno dei più antichi insediamenti della laguna veneta settentrionale.

Vista aerea dell’iIsola di Torcello.
(foto dal web)

Dallo splendore al declino

L’insediamento dell’Isola di Torcello risale ai primi secoli dell’Impero Romano ma a causa del clima poco salubre della laguna, l’isola ha vissuto da sempre momenti di grande splendore alternati ad altri di forte desolazione abitativa dovuti ad epidemie e calamità naturali.

Quando i Longobardi invadono Altino nel VII secolo, il vescovo della cittadina si rifugia proprio a Torcello dove nel 639, per volere dell’Esarca di Ravenna viene costruita la Basilica di Santa Maria Madre di Dio (riconsacrata con il nome di Santa Maria Assunta nel 1008).

Torcello diviene così erede dell’importante diocesi di Altino ed uno dei maggiori centri religiosi e commerciali della laguna di Venezia. Tuttavia la sua decadenza si attesta già dal XV secolo quando l’isola risulta spopolata dalle dure carestie e pestilenze subite.

Cartolina d’epoca raffigurante un dipinto di Torcello. (foto dal web)

John Ruskin a Torcello

Nel XIX secolo l’isola, da rovina dimenticata nella laguna veneta  assurge al rango di mito romantico nella superba e decadente descrizione che ne fa John Ruskin (Londra, 1819Brantwood, 1900) nel suo capolavoro Le pietre di Venezia (The stones of Venice: opera in tre volumi pubblicata dal 1851 al 1853).

Ruskin con la sua nobile scrittura, in cui ogni lettera é un leggero tratto di pennello dipinge nei minimi dettagli il paesaggio sublime di Torcello, e la perturbante veduta sulla laguna dal campanile dell’isola.

“Sette miglia a nord di Venezia, i banchi di sabbia che nei pressi della città tendono a levarsi sul livello dell’acqua bassa aumento a mano a mano di altezza e si collegano fra loro in una palude salmastra, formando qua e là dei cumuli informi, solcati da stretti canali. […] Su questo tumulo di terra s’innalza un rozzo campanile in mattoni […] dal quale, […] si può dominare una delle scene più belle di questo nostro ampio mondo.”

  • John Ruskin, Le Pietre di Venezia (1851 – 1853)
Il Campanile di Torcello. (foto di Daniel Daranas)

I monumenti

Le costruzioni più importanti sono quelle che fanno parte del complesso della già citata Basilica di Santa Maria Assunta. La cattedrale viene restaurata nel 1008, nel momento di massimo splendore dell’isola. A pochi anni dopo si fa risalire anche la splendida Chiesa di Santa Fosca. Quest’ultima, dalla pianta alle decorazioni  é uno stupendo esempio dell’influenza bizantina nella laguna di Venezia.

La facciata laterale della Chiesa di Santa Fosca a Torcello. (foto dell’autore)

Il Ponte del Diavolo risalente al XV secolo e costruito senza parapetto (la tradizione é quella degli antichi ponti veneziani) sovrasta il Canale Maggiore dell’isola. Una delle ipotesi maggiori sull’origine del peculiare nome del ponte é quella della leggenda popolare della strega di Torcello e dei due ragazzi innamorati (vi invito a leggerla cliccando su questo link).

Il Ponte del Diavolo di Torcello. (foto dal web)

 

La piccola isola di Torcello é una tappa d’obbligo se siete a Venezia e volete concedervi un attimo di tranquillità dalle zone più affollate di turisti. E’ un luogo dove si può respirare ancora quell’aria romantica di antichi splendori perduti e osservare da lontano tutta la bellezza del cielo che si riflette sull’acqua della laguna veneta.

Martina Antonini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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