Con l’equinozio d’autunno, l’estate ha ufficialmente ceduto il passo alla nuova stagione, che ci avvolgerà nel suo tiepido abbraccio dalle tinte aranciate fino alle gelide porte dell’inverno. Settembre è, a tutti gli effetti, uno spartiacque all’interno dell’anno, in cui i residui di salsedine sulla nostra pelle vengono spazzati via dai primi brividi.

L’origine del nome “Settembre”

Settembre
Il nome “settembre” proviene dal calendario romano

Il suo nome deriva dal latino september che, a sua volta proviene da septem, “sette”: era infatti il settimo mese del calendario romano, che iniziava a marzo. Nel 37 d.C., Caligola mutò il nome in “Germanico”, in onore del padre Germanico Giulio Cesare. Alla morte del dispotico imperatore, tuttavia, si decise di tornare all’originale. Il nome Germanico fece il suo ritorno nell’89, questa volta per celebrare una vittoria dell’imperatore Domiziano sui Catti. Dopo il suo assassinio, però, i romani ripristinarono nuovamente september. Anche la riforma del calendario voluta da Commodo, nella quale il mese di settembre prendeva il nome di Amazonius, ebbe vita piuttosto breve.

Diversi secoli dopo, divenne una sorta di Capodanno. Nel calendario rivoluzionario francese, infatti, l’anno volgeva al termine proprio a cavallo di settembre. Fino al 16 o al 17 si era nel mese di Fruttidoro; seguivano cinque giorni detti “Sanculottidi” (sei negli anni bisestili). Infine, dal 22 settembre, si arrivava al mese di Vendemmiaio.

Parole e modi di dire che derivano dal mese

Nonostante, di fatto, settembre sia per la gran parte un mese estivo, poiché l’inizio dell’autunno coincide con la sua ultima decade, viene spesso associato alla stagione in arrivo. A suggerire questo legame sono diversi sostantivi, in prevalenza di uso antico o letterario, derivati dal nome del mese e che fanno riferimento proprio al periodo autunnale, come settembreccia, settembresca, settembria.

Nel linguaggio giornalistico e storiografico, inoltre, il nome settembre rimanda alle stragi (settembrate) compiute dai rivoluzionari (detti settembrizzatori, settembristi o settembriani) durante la Rivoluzione Francese. Vi sono, infine, alcuni modi di dire che provengono dal sostantivo. Tra i più noti c’è sicuramente “rimandare a settembre”, nato dalla norma dell’ordinamento scolastico di far sostenere a uno studente esami di riparazione nella sessione autunnale. Nell’uso comune, oramai, l’espressione fa la sua comparsa all’inizio dell’estate, per scaricare la coscienza da impegni, scadenze e pensieri che gravano. Un modo per alleggerire la mente in nome di una spensieratezza stagionale che si trasformerà in angosciante malinconia il 31 agosto, ultimo giorno prima di quel settembre che sembrava così lontano ma che, come ogni anno, ritorna inesorabile.

Federica Checchia