Anni prima della morte di Ozzy Osbourne, sua moglie Sharon aveva rivelato che la coppia aveva stretto un patto riguardante un possibile suicidio assistito. Ora la vedova del frontman dei Black Sabbath ha raccontato nel dettaglio le motivazioni che l’hanno spinta a non assecondare la volontà del marito, dopo la sua scomparsa lo scorso luglio.

Durante un’intervista a Piers Morgan Uncensored, mercoledì 10 dicembre, Sharon, settantatré anni, ha dichiarato che i suoi tre figli, Aimee, Kelly e Jack, sono la ragione per cui desidera rimanere in vita. «Avrei semplicemente seguito Ozzy. Oh, sì, sicuramente, ho fatto tutto quello che volevo», ha spiegato, «Ma sono stati… incredibilmente, semplicemente magnifici con me, tutti e tre».

L’episodio che ha fatto cambiare idea a Sharon Osbourne

Poi, ha condiviso un ricordo che le ha fatto capire che non avrebbe mai voluto lasciare la sua famiglia. «Anni fa, quando ho avuto uno dei miei crolli mentali, sono andata in una piccola struttura per farmi aiutare», ha rivelato. «C’erano due ragazze. Non si conoscevano, ma erano lì, ed entrambe le loro madri si erano suicidate. Ho visto lo stato in cui si trovavano queste due giovani donne e cosa questo aveva fatto alle loro vite, e ho pensato: “Non farò mai, mai e poi mai una cosa del genere ai miei figli”».

Sharon Osbourne aveva parlato per la prima volta del patto di suicidio assistito nel suo libro di memorie del 2007 Survivor: My Story – The Next Chapter. In esso affermava che la coppia si sarebbe rivolta all’organizzazione svizzera per il suicidio assistito Dignitas, se no dei due avesse sofferto di demenza.

In un altro momento della sua conversazione con Morgan, la donna ha parlato della sua vita dopo la scomparsa di Oz: «Il dolore ormai è diventato mio amico. Il dolore è molto strano per me, sai, quando ami qualcuno così tanto e provi dolore per lui, è ciò con cui devo convivere, e mi ci abituerò. Lo farò, devo, sai, la vita va avanti».

Federica Checchia