“Anni fa girai un film in Italia. Il regista mi chiese di fare una certa cosa e io risposi che le donne non si comportavano più in quel modo. Lui volle sapere perché ed io replicai: perché rispettiamo noi stesse. L’unica sua reazione fu quella di dirmi: la prossima volta trovati una madre che ti ami”. Si legge così nelle prime pagine dell’autobiografia di Sharon Stone, l’opera edita da Rizzoli, in uscita il 30 marzo. Intitolato “The Beauty of Living Twince”, quello della Stone è una ‘doppia vita’ in cui rivela i dettagli più personali di lei, senza nascondere i difficili momenti, molti dei quali riconnessi alla sua lunga e famigerata carriera d’attrice nei film thriller-erotici. E’ un libro che narra la storia di una donna, nonché mamma forte e intraprendente, anche dinanzi la scelta di far emergere il lato più oscuro di determinate produzioni internazionali. Sharon ammette infatti di aver subito molestie da parte di vari personaggi, destando non poco scandalo, e aggiungendosi così al coro di voci che aleggiano intorno al settore cinematografico – specialmente quello di Hollywood – su sessismo e violenze.
In particolare, la Stone nelle sue pagine denuncia alcune molestie: una subita durante le riprese di Basic Instint, di Paul Verhoeven, in occasione della famosa scena in cui accavalla le gambe – che la consacrò come sex symbol internazionale – raccontando di come, in quel momento, il regista le avrebbe chiesto di togliersi gli slip perché riflettevano la luce, promettendole che non si sarebbe visto nulla. Ma all’uscita del film, resasi conto dell’inganno, Sharon avrebbe reagito prendendolo a schiaffi. Un aneddoto a dir poco spiacevole che va ad aggiungersi ad altri contenuti del libro, tra cui si fa riferimento allo specifico episodio cui dedica le parole citate, riconducibile al periodo di riprese de “L’anno del terrore”, il film del 1991 diretto da Johon Frankenheimer, girato proprio nella capitala italiana. “Io c’ero e ricordo la tensione che si manifestò al momento di girare la scena di sesso tra l’attrice ed il protagonista maschile, Andrew McCarthy – ha confermato Blasco Giurato, allora direttore della fotografia nel film – Il regista voleva che lui, divorato dal desiderio, le saltasse addosso e le praticasse un cunnilingus prima di sbatterla sul letto. Sharon Stone però si oppose sostenendo che nella sceneggiatura quella sequenza era molto più blanda. SI trattò di una divergenza come tante altro che ogni tanto nascono sui set”.
L’attrice, che da poco ha compiuto 63 anni, ha poi scritto: “[…]Nessuno deve permettersi di umiliarmi, tantomeno di offendere mia madre. Lui aveva oltrepassato il limite”.
Francesca Perrotta





