Si inizia a delineare il Reddito di Cittadinanza

Si inizia a delineare il Reddito di Cittadinanza, l’ultima bozza chiarisce alcuni punti dell’iniziativa governativa, compreso “l’annoso” problema del diritto degli immigrati ad accedervi. Potranno solo coloro in possesso di un permesso di soggiorno da oltre 10 anni. Risolto questo punto, rimane la sostanza di un decreto che non piace a Confindustria, ma da cui passa la credibilità dei 5Stelle.

LUIGI DI MAIO (Foto dal web)

Il Reddito di Cittadinanza scatterebbe ad Aprile 2019. Prevede vari scaglioni e ammonterà a 780 euro per i singoli individui, fino a 1.330 per un nucleo familiare composto da 3 adulti e 2 minorenni. Potranno accedervi coloro che hanno un Isee inferiore ai 9.360 e un patrimonio immobiliare inferiore ai 30 mila euro ( prima casa esclusa). Escusi tutti coloro che hanno acquistato un auto nei sei mesi precedenti alla richiesta e chi possiede u imbarcazione, stesso discorso per quanto riguarda chi è in cura in una struttura sanitaria pubblica a carico dello stato.

Al di la delle ovvie criticità che ogni legge comporta, il RDC presenta una seria risposta a quei cinque milioni di poveri che nessuno vuole vedere. Ma allora la domanda sorge spontanea: perché nessun Governo prima dei Gialloverdi ha proposto il Reddito di Cittadinanza? Perché se è vero che molti paesi hanno un Reddito di Cittadinanza, è altrettanto vero che in Germania i centri dell’Impiego lavorano bene da anni e il contrasto al lavoro nero è in corso da tempo.

Centri per l’impiego e contrasto al lavoro nero, questi i due pilastri che dovrebbero reggere il RDC. Pilastri che in Italia sembrano quanto mai instabili e incapaci di supportare una misura di questa portata.

(Foto dal web)

Chi beneficia del Reddito di Cittadinanza non può rifiutare più di tre offerte di lavoro. Il problema è che ricevere tre offerte di lavoro attraverso un centro dell’impiego appare quanto mai improbabile, specialmente al Sud. Per potenziare la struttura dei centri il Governo stanzierebbe 2 miliardi per assunzioni e tecnologie. Ciò ovviamente non può fare male ma, non intacca il vero problema, la mancanza di posti di lavoro. La previsione che quota 100 vada a liberare 400 mila posti è quantomeno ottimista.

Le sanzioni per chi occulta il proprio patrimonio o i guadagni in nero vanno da 1 a 6 anni di reclusione. Per quanto possano essere accurati i controlli e assunti nuovi ispettori del lavoro, sembra quantomeno improbabile che lo Stato possa contrastare in poco tempo il “cancro” del lavoro nero nel Bel Paese.

Secondo il Sole 24Ore i lavoratori in nero sarebbero più di 3 Milioni, per un danno all’erario di circa 20 Miliardi. Una percentuale di questi lavoratori avrà formalmente diritto al Reddito di Cittadinza, arrotondando in maniera cospicua i suoi introiti in nero. Questo problema endemico necessita di un lungo periodo per essere risolto. Le elezioni europee incombono, il lungo periodo non è ammissibile, Reddito di Cittadinanza subito!

Federico Rago

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