Cultura

Siberia, Abel Ferrara a Berlino

All’Esquilino a Roma abitano due amici, vicini di casa che hanno condiviso negli ultimi anni vita, lavoro, passioni. L’uno è padrino dell’altro, l’altro dirige quello, quello ha recitato in sei film di questo. L’uno è Willem Dafoe, l’altro è Abel Ferrara che ama a tal punto l’Italia tanto da stabilirvisi e girargi film e documentari. L’ultimo, anzi il penultimo, “Tommaso” è un racconto autobiografico, ambientato a Roma e interpretato dall’amico Dafoe. Un cinema quello di Ferrara abitato puntualmente dall’italianità da Isabella Rosselini ad Asia Argento, da Elio Germano a Riccardo Scamarcio. “Siberia” la sua ultima fatica in concorso alla settantesima edizione del festival di Berlino non è ambientato a Roma ma concorre per l’Italia in quanto la produzione è italiana al settanta (numero che ricorre) percento (Vivo Film con Rai Cinema, Maze Pictures e Piano) con il solito vicino di casa protagonista.

rame da "Siberia" foto dal web. Siberia
Frame da “Siberia” foto dal web

Abel Ferrara dopo l’autobiografico “Tommaso” torna a Berlino con “Siberia”, viaggio visionario con Willem Dafoe.

“Siberia” cammina in un filo sottile tra onirismo e misticismo, è la storia di un uomo con velleità eremitiche che si ritira in una baracca remota tra le montagne. Durante il soggiorno le fantasmagorie non mancano e dal passato torna la moglie a cui Clint si prostra di fronte aventre e seno nudo, viene assalito da uomini bestie, incontra una nana anche lei nuda, creature mostruose dentro le grotte, si accoppia impudicamente con una donna squartata al ventre. Ne vede di cotte e di crude questo Clint durante questa abbaziale settimana bianca. Un Abel Ferrara che esprime al massimo grado le tematiche a lui più care attraverso un surrealismo intimo e feroce.

Willem Dafoe in "Siberia" foto dal web. Siberia
Willem Dafoe in “Siberia” foto dal web

“Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, “Siberia” di Abel Ferrara all’appello manca “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo per un affresco sempre più ricco del nostro passaggio nella capitale tedesca.

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