La Commissione europea ha avviato un indagine nei confronti di Snapchat, un social media in cui gli utenti hanno la possibilità di condividere video e foto. L’intenzione di Bruxelles è di verificare se il social abbia potenzialmente esposto i minori ad adescamento e reclutamento in attività criminali.
La Commissione europea deve verificare gli standard di sicurezza di Snapchat
La Commissione europea ha deciso di avviare un’indagine per verificare che gli standard di sicurezza estremamente rigidi siano effettivamente applicati. È la stessa vicepresidente esecutiva alla sovranità tecnologica, alla sicurezza e alla democrazia, Henna Virkkunen, a ribadirlo. Vi è il sospetto che sulla piattaforma si verifichino diverse pratiche illegali, dall’adescamento all’impostazione degli account che indeboliscono la sicurezza dei minori. Gli attuali accertamenti rientrano nel quadro del Digital Services Act (DSA). Difatti, a seguito di specifiche valutazioni dal 2023 al 2025, la Commissione ha deciso di avviare un procedimento formale.
In merito all’annuncio dell’indagine, un portavoce di Snapchat ha dichiarato a Euronews Next che la sicurezza è uno degli elementi cardine e che rientra tra le loro priorità assolute. Pertanto l’azienda si sta impegnando ad alzare quanto più possibile il livello di sicurezza. Oltretutto, l’azienda ha affermato di aver «collaborato pienamente» con la Commissione e che hanno intenzione di «soddisfare gli elevati standard di sicurezza del DSA» ora, così come per tutta l’indagine.
Quali saranno gli elementi presi in esame dalla Commissione europea?
Per verificare se Snapchat risponde perfettamente agli standard necessari verranno presi in esame cinque ambiti. In primo luogo i sistemi di verifica dell’età, l’adescamento e il reclutamento di minori per attività criminali. A questi si aggiungono le impostazione predefinite degli account ritenute inadeguate, la diffusione di informazioni sulla vendita di prodotti proibiti e le modalità di segnalazione dei contenuti illegali. Un altro punto altrettanto importante sarà esaminare se vi è la possibilità per gli utenti di acquistare tramite la piattaforma prodotti illegali (come droga o alcol). La Commissione ritiene inoltre che l’eventuale segnalazione di contenuti illegali non sia «né facilmente accessibile né intuitivo».
Oltre a ciò, la Commissione ritiene che il social utilizzi nell’interfaccia dell’app dei «dark pattern», cioè interfacce progettate per incentivare gli utenti a compiere scelte altrimenti mai attuate. In linea di massima Bruxelles ritiene che le impostazioni predefinite di Snapchat non siano sufficienti a tutelare «in termini di privacy, sicurezza e protezione i minori». Vi si aggiunge l’ulteriore problematica delle mancate indicazioni sulle funzioni di privacy e sicurezza, né come modificarle, un punto necessario soprattutto quando gli utenti presenti sull’app sono minori.
Stefania Cirillo





