Cinema

Silvana Mangano: quante donne dietro agli occhi di una diva

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Silvana Mangano nasce il 21 aprile 1930 a Roma, da padre italiano e madre inglese. É la maggiore di tre sorelle e un fratello, e sin da piccola spicca per la sua bellezza e le sue inclinazioni artistiche.

Trascorre gli anni della guerra in Sicilia, poi vola in Francia per lavorare come modella; nel frattempo, studia danza classica: la sua autentica passione. Tornata a Roma, fa da spola tra il quartiere dove vive e Cinecittà, come moltissimi dei suoi coetanei, e riesce ad ottenere qualche piccolo ruolo come comparsa. A sedici anni vince il concorso di Miss Roma ed è proprio su uno dei cartelloni della manifestazione appesi nella capitale, che il regista Giuseppe De Santis la nota e la contatta per un provino.

Silvana Mangano in “Riso Amaro”: la nascita di una diva

Nel 1948, cominciano le riprese di “Riso Amaro”, diretto da Giuseppe De Santis e prodotto da Dino De Laurentiis, che diventerà il marito di Silvana Mangano l’anno successivo.

Nel film l’attrice interpreta la mondina Silvana Meliga che lavora insieme ad altre donne, da stagionali, nelle risaie di Vercelli. Il film è espressione del cosiddetto Neorismo italiano, avanguardia per il cinema del secondo dopoguerra. Inoltre, offre un ritratto della figura femminile in completa controtendenza rispetto agli standard del cinema del tempo. In “Riso amaro” le donne protagoniste sono libere, indipendenti e lavoratrici. Certo, la situazione lavorativa che vivono non è assolutamente elogiabile nè lontanamente accostabile ad una condizione di lavoro retribuita dignitosamente, ma le donne di “Riso amaro” non sono certamente più inquadrabili nel polveroso canone della moglie, amante o madre.

Qui Silvana Mangano viene consacrata sex symbol del cinema italiano. É giovane, bellissima, tutto il suo carisma lo esprime stando al centro della scena. Il suo sguardo, la sua statuaria fisicità la incoronano diva, suo malgrado. É iconica la sua immagine nelle risaie, con pantaloncini corti, calze nere e sguardo fiero, che abbonda in quegli occhi nerissimi.

“Anna” e il celebre ballo

Nel 1951, Silvana Mangano recita in “Anna” di Alberto Lattuada. Qui è la protagonista Anna, una giovane suora novizia che lavora come infermiera in un ospedale di Milano. Una notte, in ospedale giunge Andrea, il giovane di cui Anna era innamorata prima di prendere i voti. L’arrivo del ragazzo è motivo di titubanza per la sua scelta di diventare suora, e occasione per ripercorrere con la memoria il suo passato da cantante in un locale notturno. Storica, per il cinema italiano ed internazionale, è la scena in cui Silvana Mangano balla El negro zumbón.

Il brano, scritto appositamente per il film da Armando Trovajoli con testo di Francesco Giordano, è una chiara stereotipizzazione etnica, tipica nella canzone anni 50, e ricorda il ritmo della samba. Diventata celebre soprattutto grazie al ballo della Mangano, la canzone ha goduto di enorme diffusione e successo, in particolare negli Stati Uniti. Anche il cinema contemporaneo ha reso omaggio a questa scena: Nanni Moretti balla in un bar guardando in tv la sequenza in “Caro Diario”. In “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, “Anna” è il primo film che viene proiettato dopo l’inaugurazione del nuovo cinema dopo l’incendio.

La doppia interpretazione in “Ulisse” e la copertina di Life

Il 1954 è l’anno della prima collaborazione di Silvana Mangano con una produzione internazionale. Si tratta di “Ulisse”, il film diretto da Mario Camerini tratto dall’Odissea di Omero. Qui lei presta volto ed interpretazione a due personaggi: Penelope e Circe. Con la prima condivide la profonda dedizione e cura per la famiglia; con la seconda la magneticità dello sguardo e l’innegabile fascino.

Si susseguono altri ruoli; passano altri film: la maturità artistica di Silvana Mangano nelle vesti drammatiche è ormai consolidata, così come la sua fama a livello internazionale. Nel 1960 ottiene la prima copertina di Life, un indubitabile grande riconoscimento, per il suo ruolo nel film “Jovanka e le altre” di Martin Ritt. Per questa interpretazione la Mangano accetta di rasare completamente i suoi capelli e, infatti, la copertina la ritrae così.

Silvana Mangano: icona e diva di tempi nuovi

Negli anni 60, Silvana Mangano si cimenta anche nella commedia, dove suo compagno prediletto sarà Alberto Sordi. Anche nella dimensione più leggera della commedia all’italiana il suo talento, la sua bellezza e spontaneità riusciranno a brillare. Poi verranno i film con Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti che ne sapranno esaltare lo sguardo regale e l’innata eleganza. Silvana Mangano è stata una diva che non voleva propriamente diventarlo, ma che aveva il dono e ha saputo assecondarlo, regalando al cinema e a tutti i suoi fruitori delle indimenticabili interpretazioni.

La sua immagine in calze nere, pantaloncini e sguardo fiero, immersa nelle risaie piemontesi, sarà per sempre associata a tempi di rinascita, tempi nuovi per cui lei era già un’icona e lo è ancora.

Giorgia Lanciotti

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