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Sindacati: 16 dicembre, sciopero del personale sanitario

È stato proclamato dai sindacati Usb, Nursind e Nursing Up di Ascoli, uno sciopero del personale sanitario del comparto dell’Area vasta 5, per l’intera giornata del 16 dicembre.

Maurizio Pelosi, del sindacato Nursind, in merito allo sciopero, ha detto.

Si tratta del primo sciopero del settore nella storia di Ascoli e San Benedetto.

Le motivazioni dello sciopero dei sindacati: decisione ed iniziativa inevitabili

Sciopero dei sindacati  -Photo Credits:tmnotizie.it
Sciopero dei sindacati -Photo Credits:tmnotizie.it

La situazione ha superato ampiamente i limiti della tollerabilità traducendosi in pesanti criticità per tutti i lavoratori. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali come da L.146\90 e successive modifiche e integrazioni.

A spiegare le motivazioni dello sciopero, Mauro Giuliani dell’Usb, Maurizio Pelosi del Nursind e Roberto Tassi del Nursing Up:

“Con riferimento agli esiti della procedura di raffreddamento dal Prefetto di Ascoli del 24 ottobre scorso, con il fallimento della conciliazione del 24 ottobre tra le parti, tenuto conto che nonostante i due presidi con grande partecipazione dei lavoratori svoltosi il 4 novembre ad Ascoli e il 21 novembre a San Benedetto non c’è stata la convocazione urgente al tavolo regionale, proclamiamo lo sciopero per l’intera giornata del prossimo 16 dicembre di tutto il personale dipendente del comparto dell’Area vasta 5. Decisione e iniziativa inevitabili, tenuto conto delle non risposte date ai lavoratori a sostegno e tutela di tutti gli oltre 2.000 dipendenti dell’Area vasta 5. Abbiamo indetto lo sciopero per diversi motivi tra cui: la convocazione urgente del tavolo permanente regionale che doveva essere fatta entro il 15 di novembre, la restituzione di 495.000 euro del fondo produttività 2021 ai lavoratori del comparto con relativo pagamento a saldo, il riconoscimento dei tempi di vestizione Covid, della indennità di malattie infettive ferma ad aprile 2022, il pagamento di tutte le ore di straordinario, le stabilizzazioni del personale per il superamento del precariato, la revisione del Piano del fabbisogno per l’anno 2023 per un piano occupazionale straordinario per assunzioni stabili, lo smaltimento delle ferie arretrate pari a circa tre anni al personale a tempo indeterminato e determinato“.

Mariapaola Trombetta

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