Dopo più di centosettant’anni dai celebri moti del 1848, un italiano, armato di racchetta da tennis, guida l'”insurrezione” del tennis italiano contro il dominio straniero nel ranking ATP. Si tratta di Jannik Sinner, giovane promessa alla conquista in quel di Milano delle ATP Next Gen Finals

Sinner alla conquista delle Finals. Costruire barricate, serrare le vie di uscita e costringere gli avversari a chiamare la ritirata. A quasi due secoli di distanza, ancora una volta è la città di Milano la protagonista di un’ “insurrezione”, sì probabilmente atipica, ma comunque capace di creare un coinvolgimento ampio.

Le ATP Next Gen Finals come ulteriore occasione per riportare in auge il tennis italiano. La maggiore età ha regalato a Jannik la consapevolezza di potersela giocare con tutti e anche le sconfitte contro i grandi, come quella con Wawrinka ad Anversa, rappresentano step necessari per puntare in grande.

Se Berrettini è tornato a rappresentare il bel Paese nelle ATP Finals dopo 41 anni, Sinner ha lanciato un messaggio forte e chiaro alla concorrenza: gli italiani stanno tornando.

Sinner finals
Jannik Sinner – Photo Credit: Ansa

Chi ben comincia è a metà dell’opera…

Non serviva certamente l’appuntamento milanese per rendere chiaro agli addetti ai lavori e non il talento di Jannik Sinner. Solo nel 2019 ben 4 titoli vinti tra inizio stagione, estate ed autunno ed una serie di piazzamenti non trascurabili, tra i quali la già ricordata semifinale di Anversa.

Risultati chiari e limpidi coronati anche con l’accesso, come tennista più giovane della storia del tennis italiano, nella top 100 del mondo. Peraltro, per aggiungere ancora un dato, il ragazzo di San Candido è l’unico classe 2001 presente nei primi 300 del mondo.

Presenza costante nei tornei ATP, Jannik esprime una maturità non indifferente anche nell’analisi dei match dove spesso, oltre ad elogiare le qualità dell’avversario (delle volte ancora molto superiori alle sue), pone sotto la lente d’ingrandimento la sua prestazione evitando semplici giustificazioni. La mentalità da top player non manca.

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La prova del nove

In una stagione da incorniciare è doveroso vivere al massimo ogni giorno cercando di ottenere sempre il massimo. Così, le Next Gen ATP Finals per un ragazzo voglioso di imporsi a grandi di livello, più che una ciliegina sulla torna appaiono come un test molto importante.

Un esame da affrontare a mente libera, ma con il desiderio di superarlo a pieni voti. Un obiettivo pretenzioso, ma non così impossibile da raggiungere guardando le prime tre giornate disputate. Inserito nel girone B insieme a Tiafoe, Ymer e Humbert, l’italiano ha iniziato fin da subito a macinare gioco superando nel primo incontro Ymer in tre semplici set (da quattro giochi).

Leggermente più complicata invece, ma neanche troppo, la seconda uscita contro Tiafoe dove cede un set al francese prima di chiudere con un 4-1 dopo un’ora e mezza di gioco. Una vittoria importante che vale doppio con le porte delle semifinali che si spalancano di fronte al ragazzo di San Candido.

Il primo traguardo è stato raggiunto, ma mai abbassare la guardia: stasera arriva Humbert. Fare tre su tre significherebbe primo posto nel girone con vista sulla finale.

Il tennis italiano è tornato, largo ai giovani.

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