Cronaca

Siria, torna il “gelo” tra Russia e Stati Uniti – Trump pronto a sferrare un attacco con i missili “intelligenti”

Russia e Stati Uniti si sfidano a colpi di minacce sul presunto attacco chimico in Siria. Trump pronto a lanciare un’offensiva con i missili “intelligenti”.

Minacce a colpi di “tweet” tra Washington e Mosca sull’attacco chimico in Siria avvenuto 4 giorni fa. Dai recenti sviluppi sembra che sia tornato il “gelo” tra Stati Uniti e Russia. I due colossi mondiali sarebbero pronti ad un eventuale scontro militare.

Un cacciatorpediniere della marina militare Usa ha lasciato, questo martedì, il porto cipriota di Larnaca, dove era ormeggiato, per avvicinarsi alle acque territoriali siriane costantemente pattugliate dalle flotte russe. Una mossa quanto mai avventata quella del presidente degli Stati Uniti che via twitter ha annunciato che “nuovi missili intelligenti” starebbero arrivando e sarebbero pronti a colpire il regime di Assad.

Siamo sull’orlo di un conflitto che potrebbe avere conseguenze a livello mondiale ed avere ripercussioni gravissime su un popolazione innocente. Le immagini e i video postati sui social, successivi all’attacco di qualche giorno fa, hanno fatto scalpore e lasciata indignata l’opinione pubblica mondiale, più che mai decisa a porre fine a questa situazione. E’ questione di ore prima che avvenga qualcosa di irrimediabile. Donald Trump sembra quanto mai deciso a sferrare un’offensiva ai responsabili delle 70 vittime e del migliaio di persone rimaste intossicate durante l’attacco chimico.

Stati Uniti

Mosso dall’indignazione e dalla rabbia il presidente degli Stati Uniti punta il dito contro Assad e i suoi alleati russi ed iraniani, accusandoli dell’attacco su Douma. Donald Trump, in risposta a varie dichiarazioni di esponenti di alto rango russi, che avevano affermato che Mosca avrebbe risposto ad un eventuale attacco americano, con un tweet afferma che: “La Russia giura di abbattere tutti i missili sparati sulla Siria. Preparati Russia perché arriveranno, belli e nuovi e ‘intelligenti!’ Non dovresti essere alleata di un animale che si diverte a uccidere il suo popolo!“.

La Casa Bianca ha chiarito che il presidente non ha stabilito nè un calendario nè un piano definitivo per l’azione in risposta al presunto attacco chimico in Siria. La portavoce di Washington, Sarah Sanders, ha detto che Trump aveva una serie di opzioni, non solo militari, sul tavolo delle possibilità; ma dai recenti sviluppi sembra che il tycoon opterà per i missili. Il Pentagono sarebbe, infatti, “pronto” a fornire opzioni militari per la Siria, stando alle dichiarazioni del segretario alla Difesa statunitense, James Mattis, il quale ha inoltre precisato che: l’Fbi e  007 americani dovranno prima concludere gli “accertamenti”.

Donald Trump ha quindi promesso di far pagare “un caro prezzo” ai responsabili del presunto attacco chimico. Il presidente, in vista della delicata situazione, ha cancellato la sua partecipazione al summit delle Americhe a Lima nel fine settimana per restare negli Usa “a sovrintendere la risposta americana alla Siria e monitorare gli sviluppi nel mondo”, ha fatto sapere dalla Casa Bianca.

Russia

Sul fronte russo la situazione sembra analoga a quella americana. Dal Cremlino, Vladimir Putin, tramite le parole dell’ambasciatore in Libano, Alexander Zasypkin, ha fatto sapere che “l’esercito russo si riserva il diritto di “abbattere i missili” e “distruggere le fonti di lancio” in caso di aggressione degli Stati Uniti“, dando il via alla “guerra fredda social” con Donald Trump. Questa volta, però, sembra che i due facciano veramente sul serio, indisposti a mollare la presa sulla Siria.

La replica russa, che da giorni nega ci sia stato alcun attacco con bombe al cloro, arriva poco dopo il primo cinguettio di Trump. “I missili ‘intelligenti’ dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo” della Siria “che lotta da molti anni contro il terrorismo internazionale sul suo territorio” scrive su Facebook la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova. E contrattacca. “L’idea globale è di rimuovere velocemente le tracce della provocazione” così che “gli ispettori internazionali dell’Opac non avranno nulla da cercare in quanto a prove?” continua Zakharova.

E’ proprio questa la questione che muove Mosca a Donald Trump, accusato di voler attaccare la Siria per cancellare le prove del bombardamento a Douma prima che intervengano gli ispettori dell’ Opac per valutare o meno se si sia trattato di un attacco chimico.

Intanto Putin ha mobilitato la polizia militare russa con l’incarico di garantire “ordine e sicurezza” nella città vittima dell’attacco. Flotte della marina sono state disposte lungo l’area marittima della Siria, con l’ordine di non indietreggiare, e nei prossimi giorni l’esercito attuerà delle esercitazioni belliche in zone controllate dagli stessi russi.

Siria

Spericolate” e “avventate” vengono definite le minacce americane dal governo siriano. In un comunicato del ministero degli Esteri si afferma che “il pretesto delle armi chimiche è evidentemente una scusa debole e non sostenuta da prove“. E che le “minacce americane mettono in pericolo la pace e la sicurezza internazionali”.

Smentite anche le voci secondo cui il presidente Assad avrebbe lasciato il paese scortato, insieme alla famiglia, da un convoglio russo. A dar credito a ciò, ci ha pensato il deputato russo Dmitry Sablin, coordinatore del gruppo della Duma per i legami con il parlamento siriano, che ha respinto i resoconti dei media affermando che nella giornata di ieri ci sarebbe stato un incontro con Assad a Damasco.

Europa

Dall’Europa la situazione è quella di attesa. Attesa che il grande alleato, gli Stati Uniti, facciano la prima mossa. Nella guerra civile siriana, sono due i paesi europei invitati a dare manforte agli americani, Francia e Gran Bretagna.

Trump si è consultato martedì con Theresa May e Macron, in un triangolo di telefonate che presagisce un’azione comune con Parigi e Londra. Secondo Associated press, i dirigenti dell’amministrazione Usa stanno discutendo con dirigenti di Francia e Gran Bretagna per una possibile risposta militare comune in Siria. Si sarebbe giunti alla conclusione di lanciare un attacco missilistico entro il fine settimana.

Al contrario della May, ancora in dubbio sulla decisione e in attesa di un resoconto degli ispettori internazionali dell’ Onu, Emmanuel Macron sembra disposto all’azione. Secondo quanto riporta Le Figaro i suoi caccia sono pronti al decollo dalla base di Saint Dizier con destinazione la Siria.

Con un attacco militare alle porte, l’Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza dei voli, ha diramato un comunicato di allerta alle linee aeree, invitando a volare con prudenza nelle rotte del Mediterraneo orientale per via di “possibili attacchi missilistici sulla Siria nelle prossime 72 ore“.  Secondo Eurocontrol lo spazio aereo nella grande area attorno alla Siria potrebbe essere oggetto di blackout radio, provocati dai soldati americani in previsione delle loro operazioni militari contro le basi del governo di Assad.

Italia

In Italia per il momento le reazioni sono improntate alla cautela, se non al silenzio. A innescare la polemica è stato Matteo Salvini: “Chiedo al presidente Gentiloni una presa di posizione netta dell’Italia contro ogni ulteriore e disastroso intervento militare in Siria. Non vorrei che motivi economici, esigenze di potere o il presunto utilizzo mai provato di armi chimiche mai trovate in passato scatenassero un conflitto che può diventare pericolosissimo“.

Dobbiamo dire che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad non può essere tollerato. Le immagini che abbiamo visto di bambini intossicati non possono lasciarci indifferenti” così ieri ha esordito il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sul conflitto armato in Siria.

La tensione è ai massimi storici e il gelo tra le due superpotenze sembra allontanarle sempre di più. Nel giro di ore si avranno sicuramente aggiornamenti sulla questione siriana. Per adesso l’unico pericolo è rappresentato dalle minacce e dalle parole dei due leader.

Concetto Nardacci

 

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