Sloane Stephens e le montagne russe di una carriera imprevedibile

La carriera di Sloane Stephens è un caso piuttosto atipico nel panorama tennistico contemporaneo. Nel momento di maggiore crescita professionale le capita un infortunio che la tiene lontana dai campi da tennis per un anno. Al rientro non mostra alcun segno di postumi, in poche settimane si rimette in sesto e ottiene il risultato più importante della carriera. Diventa una delle giocatrici più forti del pianeta poi si eclissa per due anni, vivacchiando senza sussulti e perdendo posizioni in classifica fino alla trentasettesima attuale

Sloane Stephens e la scalata verso il successo

Fin da giovane Sloane Stephens dimostra di avere un feeling particolare con la racchetta. Curiosamente i risultati più importanti nella categoria junires li ottiene in doppio. In questa particolare specialità vince Roland Garros e Wimbledon ed arriva in finale dello Us Open. L’anno era il 2008 e le sue compagne di avventura erano Timea Babos a Parigi e Londra, e Mallory Burdette a New York. Le prime vittorie tra i grandi iniziano nel 2011. In Italia conquista il torneo Itf di Reggio Emilia, la sua prima gioia. Da quel momento il percorso sportivo dell’americana segue una lenta ma progressiva crescita, nelle prestazioni nonchè nei risultati

Scala la classifica ed arriva ad entrare tra le prime trenta giocatrici del mondo nel 2013. Questo traguardo le consente di ottenere la testa di serie nei tornei del grande slam. A Melbourne conquista una sorprendente semifinale, battendo tra le altre Simona Halep. Ci vuole Serena Williams per estrometterla dalla finale. L’anno successivo vince il suo primo Wta a Washington battendo in finale Anastasija Pavljuchenkova. La progressione della nativa di Plantation sembra non potersi arrestare. Nel 2015 vince i tornei di Auckland, Acapulco e Charleston.

Lo Us Open e l’ingresso di Sloane Stephens tra le grandi

Quello che non poteva prevedere è che la sfortuna avrebbe presentato il suo conto sotto forma di frattura al piede sinistro. Un problema che inizialmente, peraltro, sembrava di minor conto. E che, invece, si rivela dannatamente serio. Tanto da costringerla a tenersi lontano dall’attività agonistica per un anno intero. Sloane non si scompone. Nell’estate del 2017 ritorna a giocare, parte dalle retrovie della classifica, ovviamente. Si presenta allo Us Open da numeor 83 del mondo. Batte Roberta Vinci, Dominika Cibulkova, la futura numero uno Ashleigh Barty, Julia Georges, Anastasija Sevastova e Venus Williams. In finale trova l’amica Madison Keys e la supera in un match senza storia. Diventa la giocatrice col ranking più basso a vincere il torneo

Sloane Stephens attuale numero 37 del mondo, https://www.facebook.com/166048046809917/photos/pb.100044597192083.-2207520000../3246327615448596/?type=3
Sloane Stephens attuale numero 37 del mondo, https://www.facebook.com/166048046809917/photos/pb.100044597192083.-2207520000../3246327615448596/?type=3

Naturalmente gli allori di New York la riportano in alto, nuovamente tra le top20. La sua stella continua a brillare l’anno successivo quando vince il Premier Mandatory di Miami e conquista la finale del Roland Garros. PErde nettamente da Simona halep però questo filotto di risultati le permette di ottenere il suo best ranking, numeor 3 del mondo a luglio. Conclude l’anno giocando le Wta Finals battendo tutte e tre le avversarie del suo girone: Angelique Kerber, Naomi Osaka e Kiki Bertens. Batte Karolina Pliskova in semifinale poi è costretta ad alzare bandiera bianca contro Elina Svitolina

Il biennio nero di Sloane Stephens

Quando tutto sembra concorrere a fare di Stephens una possibile numero uno del mondo accade l’imponderabile. L’americana non ne azzecca più una o quasi. Nel 2019 i migliori risultati sono il quarto di finale al Roland Garros e la semifinale di Madrid. Il buio più totale al avvolge anche in questa stagione. E non soltanto a causa della pandemia. Già prima del lockdown colleziona sconfitte a raffica e vince solo un match a Monterrey contro la semisconosciuta Emma Navarro. non va troppo meglio al rientro. Vince due match a New York e uno a Parigi. Scende, inoltre, fino alla posizione numero 37 del ranking

La parabola di Sloane Stephens è dunque una vertigine di difficile comprensione. E’ difficile comprendere appieno il vero valore di un’atleta che a tratti sa impressionare e il giorno dopo risulta irriconoscibile. Non troppo alta, con una muscolatura esplosiva e una rapidità di esecuzione rare, Stephens è dotata di un dritto che può essere micidiale. Tecnicamente possiede una mano piuttosto educata che le permette anche di giocare di volo all’occorrenza. I successi mietuti in ogni superficie garantiscono della sua tenuta su tutti i tipi di situazione. La velocità con cui copre il campo rende difficile per le avversarie strapparle dei putni

Sloane Stephens oltre la racchetta

Sloane Stephens insieme a Jozy Altidore, https://www.facebook.com/166048046809917/photos/pb.100044597192083.-2207520000../2871862366228458/?type=3
Sloane Stephens insieme a Jozy Altidore, https://www.facebook.com/166048046809917/photos/pb.100044597192083.-2207520000../2871862366228458/?type=3

Fuori dal campo da gioco il personaggio stephens si è segnalato per il suo impegno nell’associazione tenniste di cui è raoppresnetante. Come membro della comunità afroamericana ha fatto sentire la sua voce, quando se ne è presentata l’occasione, per denunciare gli abusi nei confronti dei cittadini black del suo paese. Ad inizio anno ha polemizzato aspramente con gli organizzatori del torneo di Brisbane colpevoli, a suo dire, di privilegiare i ‘maschietti’ contemporaneamente impegnati sugli stessi campi per l’Atp Cup. Protagnioista anche delle cronache rosa, Sloane è stata impegnata in una relazione con il suo collega Jack Sock. Ora, invece, il suo cuore batte per il calciatore della nazionale yankee Jozy Altidore

Danilo Comparelli

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