Solidarietà femminile | Tra mito e realtà

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Di Redazione Metropolitan

Solidarietà Femminile. Accendi la tv e vedi donne urlarsi vari improperi a vicenda sedute su un ipotetico “trono” di legno dipinto di vernice d’oro. Apri un giornale e leggi le interviste di botta e risposta rilasciate da “vip” acerrime nemiche. In poche parole siamo bombardate da esempi di donne che si odiano a morte.

Solidarietà femminile. La verità è che ormai ci siamo abituate, a volte ci fa anche ridere la cosa (programmi televisivi ci hanno creato un impero di share sopra tale fenomeno). L’abitudine a queste scene è la vera tragedia.

Quando le donne hanno smesso di spalleggiarsi a vicenda? Che sia per primeggiare nello studio legale, per essere le prime del corso all’università, per essere l’unico grande amore di qualunque uomo si incontri sul proprio cammino, per qualunque ragione ci sia, calpestarsi a vicenda è diventata la regola.

Siamo talmente bombardate da questa vita frenetica,  che non aspetta niente e nessuno, da esserci dimenticate cosa ci ha reso esseri speciali agli occhi di poeti, artisti e scrittori per secoli.

Gelosia e invidia sono il nostro pane quotidiano. La gelosia corrode da dentro, soprattutto se l’oggetto è il contendersi l’amore di un uomo. La posta in palio non è l’amore ma il primeggiare e vincere sulla bellezza di un’altra donna. La vanità si trasforma in un’arma diabolica. L’invidia, invece, applicabile in campi lavorativi porta a tirarsi i peggiori tiri mancini. In entrambi i casi, il vero obbiettivo è una competizione malata che prima di tutto nasce dentro ognuna di noi per poi esplodere in maniera più o meno controllata nell’odio verso le altre donne.

 Se una donna ricopre un ruolo importante sarà andata a letto con qualche pezzo grosso, se una donna ha un bel fisico è perché non fa nulla dalla mattina alla sera. Siamo le portavoce dei luoghi comuni che più detestiamo. Noi stesse abbiamo fornito su un piatto d’argento gli strumenti più severi che gli uomini utilizzano per vessarci.

Quel mostro di suocera
solidarietà femminile
Scena tratta dal film “Quel mostro di suocera” – solidarietà femminile – immagine web

Le donne hanno pochissime vere amiche, gli uomini una squadra intera di calcio, perché? Le lezioni che cerchiamo di impartire alle nostre figlie sul rispetto reciproco dove vanno a finire a fine giornata? La cattiveria femminile si impara a conoscerla presto, a volte troppo presto. Essere prese in giro per il proprio aspetto fisico, per il proprio guardaroba, per le proprie scelte sessuali, è una lezione che arriva sempre prima.

Gli esempi di donne che odiano le altre donne sono in ogni campo. Ne è  esempio la governatrice dell’Alabama kay Ivey che ha firmato una legge che impedisce alle donne di poter abortire in caso di stupro e incesto (parrebbe che il vero maschilismo sia ben ancorato dentro tante di noi).

Sicuramente le donne sono così severe perché prima di tutto sono le prime giudici imparziali di loro stesse. Non esiste donna che si accetti completamente. Ci sarà sempre o troppa cellulite o poco seno a privarci della fiducia in noi.

 La solidarietà femminile però esiste, nonostante tutti questi brutti esempi. La chiave di solito è imparare ad amarsi. Per amare le altre donne, dobbiamo imparare ad amare noi stesse. Questo semplice concetto teorico  è in realtà difficilissimo nella pratica.

condivisione femminile
solidarietà femminile
Momento di condivisione femminile- solidarietà femminile – Fonte: France 24

Dimentichiamo durante l’adolescenza cosa significhi accertarsi e riconquistare questo amore a volte può essere un procedimento lungo anni, lungo anche una vita intera. La vera conquista non è essere perfette, ma essere consapevoli che le nostre imperfezioni, se accettate, ci rendono uniche e meravigliose. Proprio le creature perfette per cui da secoli poeti e scrittori perdono la testa.