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Solstizio d’Estate, miti e leggende sul giorno più lungo dell’anno

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Il solstizio d’estate è sempre stata, fin dai secoli più antichi, una fonte inesauribile di leggende e miti. Ci regala tante tradizioni folkloristiche, e con l’avvenuta del cristianesimo diventa terreno fertile anche per i racconti religiosi. Nel solstizio d’estate è quel momento in cui il sole raggiunge lo Zenith, il punto più alto della volta celeste, questo non poteva che suscitare curiosità nelle popolazioni antiche. Celebriamo questo particolare periodo dell’anno con i miti e le leggende più affascinanti.

Il termine “solstizio” vuol dire “sole fermo”: il sole non si alza e non si abbassa rispetto all’equatore. L’importanza di questo giorno la possiamo ritrovare nelle architetture archeologiche di diverse culture molto lontane fra loro.

Leggende e miti sul solstizio d’estate

I Celti costruirono il grande complesso di Stonehenge, in cui al centro del viale di entrata del grande monumento si erge un macigno detto “pietra del calcagno” o Heel Stone. Al solstizio d’estate il Sole si leva al di sopra della Heel Stone. Stonehenge non fu solo un tempio, ma anche un calendario.

Stonehage durante il solstizio d'estate. Leggende e miti celtici. Photo Credits: siviaggia.it
Stonehage durante il solstizio d’estate. Photo Credits: siviaggia.it

A Cuzco, gli Inca festeggiavano il solstizio con le Mojones, torri usate per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi. In occasione del solstizio d’estate, si festeggiava Inti Raymi, divinità Sole, mentre i Maya avevano edificato El Caracol, il monumento utilizzato dai sacerdoti per osservare gli astri e stabilire l’arrivo dell’estate e dell’inverno.

Nella cultura Greca e Romana, il solstizio d’estate, rappresentava quel momento in cui lo spazio-temporale che separava il mondo degli uomini e degli Dei si fermasse. Essendo il Cristianesimo sviluppatosi a Roma, acquisì questa tradizione. Giano, dio bifronte del principio e della fine, delle porte e dei confini, con il Cristianesimo, ha ceduto il controllo delle “porte solstiziali”. Ora i guardiani delle due porte sono San Giovanni Battista, festeggiato per il solstizio d’estate e San Giovanni Evangelista, festeggiato per il solstizio d’inverno. La coincidenza dei festeggiamenti del Giovanni Battista nei giorni del solstizio non è casuale. Battezzando Gesù, Giovanni si associa al sole che muore. Così, anche nelle sacre scritture si consacra il legame tra il sole e il Santo.

Il solstizio d’estate: la notte delle Streghe

Si riteneva che la notte di San Giovanni le streghe si riunissero e vagassero per le campagne alla ricerca di erbe che raccolte in questa notte hanno un potere particolare e tutte le loro proprietà vengono esaltate al massimo potenziale. La Felce si costudisce in casa per aumentare i guadagni. La Verbena, simbolo di pace e solidarietà. La Ruta, detta anche erba allegra perché era ritenuta potentissima contro la tristezza. L’Aglio, pianta che protegge dalle creature malefiche. 

Federica Tocco

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