Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri umani si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno l’uno con l’altro. Però nessuno ha mai parlato di quanto fosse grandioso unire i due porcospini più veloci e amati della casa SEGA. Ovviamente parliamo di Sonic e Shadow, che si uniscono in questa avventura “remastered” con nuovi livelli e nuove abilità da provare. Ne parliamo per voi nella recensione di Sonic x Shadow Generations, che abbiamo giocato per voi.

Torniamo indietro di 13 anni

È il 2011, il natale è alle porte e i bambini, amanti della saga del porcospino più veloce della galassia, sono pronti ad assaporare la loro copia remastered in 2.5D di Sonic Generations, rilasciato per console di vecchia generazione. Eravamo felici

Il gioco è il primo della saga ad essere stato doppiato in italiano, a differenza dei giochi precedenti che avevano a disposizione solo i sottotitoli in italiano, con l’audio in inglese.

Il gioco era rimasto limitato sui sistemi di due generazioni fa, almeno fino ad oggi: con Sonic x Shadow Generations questo punto di svolta del franchise diventa finalmente disponibile per tutti, dato che dal 25 ottobre potremo giocarlo su PlayStation 5PlayStation 4Xbox Series X|SXbox OneNintendo Switch e PC.

Sonic x Shadow Generations recensione: una nuova “generazione”

L’operazione nostalgia già aveva fatto effetto con il titolo rilasciato nel 2022, Sonic Origins, di cui abbiamo parlato già. Ma come si può intuire dai due nomi dei protagonisti nel titolo, non siamo di fronte ad una semplice remastered, o meglio non solo: Sonic Team ha deciso di riportare una volta tanto sotto le luci della ribalta uno storico, importantissimo nemico e poi alleato del protagonista: Shadow the Hedgehog.

Sonic X Shadow Generations si conferma, prima di tutto, una remastered di grande qualità. Già nel 2011 il titolo brillava su console di due generazioni fa, come PlayStation 3 e Xbox 360; oggi, con l’upgrade ai 60 FPS, le avventure del riccio più veloce del mondo risultano ancora più fluide e curate. Questo miglioramento è fondamentale per una produzione che fa della velocità il suo punto di forza, evitando così il rischio di essere penalizzata da eventuali rallentamenti.

Abbiamo completato l’avventura principale su Switch e siamo fiduciosi che le prestazioni sono limitati soltanto alle consuete limitazioni tecniche legate all’hardware. Su PS5/XBOX ovviamente sono superiori, ma siamo fiduciosi che sono superiori se non equivalenti a quelle della versione PC.

Poche ma buone novità

Se proprio volessimo essere puntigliosi, dispiace che non ci sia alcun riferimento alla versione 3DS di Sonic Generations. Sebbene fosse nettamente inferiore rispetto alle edizioni per PlayStation 3 e Xbox 360 – e probabilmente uno dei lavori meno brillanti dello studio Dimps nel franchise di Sonic – offriva diversi livelli “esclusivi” che avrebbero potuto arricchire questa remastered con un tocco di completezza.

Va detto, però, che adattare quella versione alle console moderne sarebbe stato estremamente complesso senza una pesante revisione tecnica, rendendo l’idea più un vezzo che una reale mancanza.

Per chi è un novizio anche di questa remastered

Sonic X Shadow Generations rimane fedele alla filosofia precisa e riconoscibile del titolo originale del 2011. Ogni mondo si articola in due distinti “atti”: il primo è in 2D (o meglio, in 2.5D), mentre il secondo è completamente in 3D. Nel primo atto, pur mantenendo una struttura poligonale tridimensionale, il gameplay richiama i classici giochi di Sonic, con un movimento laterale e frenetico da sinistra a destra fino al traguardo e alla tradizionale bandierina. Nel secondo, invece, il design si avvicina ai titoli della serie Sonic Adventure, con livelli che si sviluppano “in profondità”, alternando sezioni orizzontali a verticali ed esplorando un ambiente pienamente tridimensionale.

Questa diversificazione garantisce una notevole varietà al prodotto finale e incentiva la rigiocabilità. Tra punteggi, medaglie a stella e segreti nascosti, ogni atto invita a essere giocato, rigiocato e padroneggiato per ottenere il massimo.

L’ombra oscura si abbatte su di noi

Veniamo adesso al dunque di questa recensione, vale a dire Shadow Generations. In questo caso, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio titolo inedito, che viene però venduto solamente come parte di questo bundle. Ciò potrebbe far pensare che Shadow Generations sia solamente una sorta di DLC o espansione, ma fidatevi, non è davvero così.

A livello di storia, Shadow Generations avviene in contemporanea con il titolo dedicato a Sonic, ma qui ovviamente il protagonista è Shadow. Si viene a scoprire che, mentre tutti gli amici erano intenti a preparare la festa a sorpresa del riccio, Shadow era invece a investigare nella piattaforma spaziale ARK, poiché aveva rilevato un’anomalia. Ciò spiega la sua assenza nell’avventura principale: il riccio nero ha portato avanti una propria campagna principale, contro Black Doom e, in generale, contro il suo stesso passato. I fan del personaggio avranno infatti di che gioire, grazie ai riferimenti alla storia di Gerald Robotnik, di sua figlia Maria, e alla tragedia che coinvolse le origini di Shadow stesso – personaggio da sempre più tormentato e altrettanto carismatico di Sonic.

La rigiocabilità è un fattore fondamentale

Come anche nel capitolo principale, i livelli non sono semplicemente ripresi dai giochi da cui provengono, ma sono completamente rivisti, con un layout totalmente differente. Uno degli aspetti più apprezzabili di Shadow Generations è proprio la complessità del level design: pur mantenendo lo spirito della serie, basato sulla velocità, gli sviluppatori hanno inserito un buon numero di percorsi alternativi in ogni livello, e questo darà motivo ai completisti di esplorare ogni stage più volte alla ricerca di segreti e collezionabili.

L’hub di Shadow Generation è qualcosa di nuovo, per certo

Merita una menzione il centro nevralgico di Shadow Generations, che rappresenta una significativa evoluzione rispetto al titolo originale. Abbandonando l’approccio bidimensionale, questa remaster introduce una vera e propria mappa esplorabile liberamente, con segreti e si può dire ispirata in parte a quanto visto in Sonic Frontiers.

Questa scelta si rivela particolarmente azzeccata, rendendo i momenti trascorsi nell’hub molto più coinvolgenti. Non si tratta più di spostarsi semplicemente da sinistra a destra con occasionali deviazioni, ma di vivere un’esperienza più dinamica e interattiva, che aggiunge profondità all’esplorazione e contribuisce a rendere l’intero pacchetto ancora più ricco.

Controlliamo il Chaos

L’elemento più intrigante dell’espansione sta nel modo in cui riesce a dare a Shadow un’identità ludica distinta da quella di Sonic, pur mantenendo intatta la caratteristica velocità che contraddistingue il gameplay. Questo risultato è ottenuto non solo attraverso il contesto narrativo, che attinge a una parte della storia di Sonic ormai quasi dimenticata, ma soprattutto grazie ai poteri unici di Shadow.

Man mano che progredisce nella sua avventura, Shadow sblocca abilità legate al Chaos Control, che gli consentono di interagire con il mondo circostante in modi spettacolari. Non si limita a correre: la “forma di vita definitiva” può fermare il tempo per evitare danni o neutralizzare giganteschi missili nemici, sparare missili propri per colpire bersagli a distanza, e utilizzare teletrasporti strategici per aggirare o eliminare i nemici, scagliandoli in aria e apparendo nella loro posizione finale. Questa gamma di poteri rende l’esperienza di gioco con Shadow non solo diversa da quella di Sonic, ma anche estremamente dinamica e appagante.

Menzione d’onore al nostro doppiaggio

Non si può non parlare del reparto sonoro di Sonic x Shadow Generations, che vanta di doppiatori professionisti a impersonare i protagonisti più amati della saga. Da un Renato Novara nei panni del protagonista blu, Benedetta Ponticelli veste il costume di Tails, e il nostro anti-eroe Shadow non poteva che essere la possente voce di Claudio Moneta. D’altronde saranno anche le voci delle controparti cinematografiche, visto l’arrivo per la prima volta sul grande schermo del porcospino rosso e nero dal 1° Gennaio 2025 con Sonic 3- Il Film.

In conclusione

L’espansione, se si può definire tale, di Shadow Generations arricchisce l’esperienza con un gameplay unico e poteri distintivi, rendendo Shadow una figura ben più complessa e appagante da giocare rispetto a Sonic. Entrambe le avventure si completano circa in 5 ore ciascuna, per un complessivo di 10 ore di gioco. A meno che non siate dei completisti seriali: in quel caso meglio che raddoppiate le ore, perché dovrete ripassare più volte per lo stesso livello. Tra abilità spettacolari, Chaos Control e un contesto narrativo riscoperto, questa aggiunta offre varietà e profondità senza sacrificare l’adrenalinica velocità che definisce il franchise.

SONIC x SHADOW GENERATIONS RECENSIONE | PROVATO SU NINTENDO SWITCH

VOTO: 7.5

Angelo Roberto Di Mauro

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