L’aumento delle temperature ha aumentato anche le morti per il caldo. Con l’ultima ondata di calore estremo, sono stati registrate ben 1.500 vittime di un killer silenzioso. Infatti, lo studio dedicato ai decessi legati al cambiamento climatico per un’ondata di calore arriva dagli scienziati dell’Imperial college London e della London school of hygiene & tropical medicine. Lo studio spiega come “i cambiamenti climatici causati dall’uomo hanno intensificato la recente ondata di calore europea e aumentato il numero previsto di decessi per calore di circa 1500 morti in 12 città europee“.
1.500 morti per il caldo in Europa (e saliranno ancora)

Per quanto in molti ancora non ci credono, il responsabile è il cambiamento climatico. Infatti, la ricerca spiega che questo è “causato dall’uso di combustibili fossili ha aumentato le temperature dell’ondata calore fino a 4 gradi in più in tutte le città”. Lo studio prende in considerazione il periodo che va dal 23 giugno al 2 luglio. E ha quindi dato una stima utilizzando modelli e dati storici, mettendo in evidenza il perché le ondate di calore siano note come ‘killer silenziosi”. Infatti, la maggior parte dei decessi legati al calore non viene segnalata.
Sono 2.300 i decessi da calore stimati. Di questi, circa 1500 (ovvero il 65%) sono “il risultato dei cambiamenti climatici causati dai combustibili fossili”. I dati città per città ci dicono che il caldo è responsabile di: 317 decessi in più a Milano, 286 a Barcellona, 235 a Parigi. 171 a Londra, 164 a Roma, 108 a Madrid, 96 ad Atene, 47 a Budapest, 31 a Zagabria, 21 a Francoforte, 21 a Lisbona e 6 a Sassari”. Il problema, sostiene lo studio, è che “le temperature delle ondate di calore continueranno a salire e i futuri bilanci delle vittime saranno probabilmente più alti. Questo succederà finché il mondo non smetterà in gran parte di bruciare petrolio, gas e carbone e non raggiungerà emissioni nette pari a zero”.
Marianna Soru





