I fattori che inquinano l’ambiente potrebbero sembrare di facile individuazione: il traffico dei mezzi di trasporto, l’overconsumismo o, ancora, gli allevamenti intensivi. Tuttavia, esistono elementi che, non essendo visibili a occhio nudo, passano inosservati. Primo tra tutti la digitalizzazione, difatti la crescita delle tecnologie informatiche ha portato a un eccessivo consumo di energia e di emissioni di CO2. E se per l’overconsumismo si diffonde il second-hand, per le tecnologie informatiche nasce il Green Coding: un’evoluzione culturaleche spinge a una riconsiderazione generale dei principi e delle pratiche di programmazione.
Il Green Coding può fare la differenza
Nello specifico, il Green Coding non opererebbe solo sul codice, ma anche su: algoritmi efficienti, base di dati ottimizzati e riduzione del carico sui server. Se ogni gesto può fare la differenza, anche ogni byte può contribuire alla sostenibilità globale. L’approccio scelto per il coding, quindi, diventa indispensabile per attenuare l’impatto ambientale del settore IT (Information Technology). Adottare il Green Coding, inoltre, implicherebbe un impegno concreto verso i principi di sviluppo sostenibile fin dall’inizio, partendo dalla progettazione del software. I codici infatti devono essere meno pesanti in termini di CPU e memoria. Un altro aspetto fondamentale, come riportato da ESG360, è “la minimizzazione delle richieste di rete e l’ottimizzazione del codice per hardware specifici”. Questa scelta etica potrebbe effettivamente avere un impatto ambientale nel settore tecnologico e, con la crescente digitalizzazione, sarà necessario.
Il Green Coding, in realtà, oltre a ridurre l’impatto ambientale può identificarsi come l’alternativa migliore per le aziende. Queste ultime, qualora scegliessero di adottare questa alternativa, potrebbero giovare in termini di riduzione dei costi operativi. Ma non solo, un simile approccio permetterebbe alle aziende di adattarsi alle regolamentazioni globali in termini di sostenibilità e corporate social responsibility. Un scelta che, in generale, apporterebbe anche dei vantaggi economici attraverso “la riduzione dei costi operativi legati al consumo energetico”, permettendogli di scalare i criteri ESG, oggi fondamentali per attrarre investitori. In un contesto moderno in cui si assiste a una costante digitalizzazione, il Green Coding mostra come l’innovazione non è solo aggiungere funzioni, ma imparare a togliere il superfluo.
Stefania Cirillo





