Musica

Space Oddity: l’avventura spaziale di David Bowie

Space Oddity è un brano di David Bowie pubblicato come singolo l’11 luglio del 1969. Oltre ad aver raggiunto i primi posti della classifica inglese per ben due volte a distanza di sei anni, detiene il primato di essere il singolo del Duca Bianco più venduto nel Regno Unito. Un brano cult che mantiene una certa freschezza nonostante i suoi 53 anni

La storia di Space Oddity

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Space Oddity è la storia di un viaggio nello spazio. Una storia permeata di mistero: «Riguarda l’alienazione», disse una volta David Bowie, aggiungendo di essere molto portato a immedesimarsi col protagonista. Nel luglio 2002, in un’intervista rilasciata alla rivista Mojo, il cantante è tornato sul significato del brano affermando che Space Oddity parla «del sentirsi soli».

Nel 1969, la carriera di Bowie non era decollata, anzi, il suo sogno di sfondare nel mondo della musica stava svanendo piano piano, così come stava naufragando la sua relazione con Hermione Farthingale. La coppia era talmente in crisi che toccarono il fondo durante la registrazione del video ‘Love You Till Tuesday’. Dopo questo episodio David incide una prima versione di Space Oddity. Le frasi come ‘I think my spaceship knows which way to go’ contribuiscono a far vedere il brano come il rassegnarsi ad un destino già scritto. Inoltre, la perdita di “controllo”, potrebbe avvalorare la visione della perdita di un qualcosa di stabile ed importante. Il verso ‘Planet Earth is blue, and there’s nothing I can do’ ci regala una doppia lettura: quella romantica oppure una semplice citazione della prima frase pronunciata da Jurij Gagarin durante il volo orbitale attorno al pianeta.

Molto interessante ciò che scrisse Neil McCormick sul Daily Telegraph nell’ottobre del 2009 ovvero che «il protagonista del brano decide di andare alla deriva piuttosto che tornare su un pianeta in cui si ritiene impotente». Eppure, anche se alienazione e solitudine rappresentano possibili chiavi di lettura, Space Oddity non è un brano del tutto cupo e disperato: soprattutto all’inizio il testo suona come il gioco di due ragazzi che simulano un viaggio spaziale e Bowie usa spesso parole “infantili” al posto di quelle che utilizzerebbe un adulto come ad esempio “astronave” invece di “razzo”, “conto alla rovescia” invece di “sequenza di accensione” e anche il nome “Major Tom” sembra quello di un eroe anni cinquanta piuttosto che di un reale astronauta degli anni 70

Le speculazioni dietro il viaggio narrato in Space Oddity

Essendo in pieno periodo LSD, qualcuno ha trovato nel brano un sotto testo legato a questa droga sintetica. Il viaggio spaziale in verità è un “trip” del Maggiore Tom: il conto alla rovescia, il decollo e il «fluttuare nel modo più strano» potrebbero essere riferiti all’assunzione dell’acido e al suo effetto. In seguito il cantante ammette di aver intrattenuto negli anni 1960 una relazione con le droghe, ed afferma di essere attratto «semplicemente dal mistero e dall’enigma di provare un’esperienza nuova».

Nel 1980 è tornato sull’argomento sull’NME in occasione dell’uscita di “Ashes to Ashes”: «C’era la grande esplosione tecnologica americana che ha spinto questo ragazzo nello spazio, ma una volta arrivato non era del tutto sicuro del perché fosse lì. Ed è lì che l’ho lasciato… Una volta resosi conto che l’intero processo che lo spinse lassù è decaduto, è entrato in un processo di decomposizione. Ma lui vuole tornare nel rassicurante grembo, sulla Terra, dove tutto è iniziato… Si tratta di uomini dello spazio diventati dei drogati».

Space Oddity e l’Italia

Verso la fine del 1969, il brano Space Oddity è pubblicato in Italia ma non ottiene un grande riscontro commerciale. Allora l’entourage del Duca Bianco, lo convinse a tentare l’ingresso nel mercato italiano ripubblicando Space Oddity con il testo in italiano. Il team di Bowie e della Philips scelsero come paroliere Mogol. Il brano è pubblicato con il titolo “Ragazzo solo, ragazza sola”. Mentre la parte strumentale è invariata, il testo, ed il suo significato, sono completamente stravolti. Nella versione inglese si raccontava la storia di un’avventura spaziale nella versione italiana si parla della storia di un ragazzo e una ragazza abbandonati dai rispettivi amori.

La registrazione delle versione italiana del brano viene eseguita presso i Morgan Studios di Willesden con Claudio Fabi in veste di produttore e consulente per l’accento italiano del cantante. Bowie è convinto che il testo fosse stato tradotto fedelmente. Il 45 giri è pubblicato dalla Philips Records nel febbraio del 1970 ed oggi è molto raro e ricercato da tutti i collezionisti di Bowie. Nel 2016 è ristampato in vinile colorato in occasione della mostra Bowie Is che si è tenuta a Bologna.

Ancor prima dell’incisione di Bowie, “Ragazzo solo, ragazza sola” è affidata al gruppo dei Computers, sotto contratto con l’etichetta Numero Uno di cui Mogol era uno dei fondatori. Il brano è inciso con l’arrangiamento di Gian Piero Reverberi e il 45 giri riuscì ad arrivare fino alla posizione n. 23 della hit parade.

Anche il gruppo dei Giganti ha fatto una cover di questo brano, intitolata “Corri uomo, corri”. Il testo è sempre di Mogol. Stavolta il famoso paroliere si mantiene coerente all’originale, anche se il protagonista prende il nome di Capitano John e lo ammanta di considerazioni filosofiche sul sogno di onnipotenza del genere umano. Resta comunque improbabile il dialogo tra John e la torre di controllo! L’assolo di organo è puro prog rock. Tra le altre sembra che questo assolo sia fatto da Vince Tempera.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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