L’uomo accusato di aver aperto il fuoco a Bondi Beach lo scorso 14 dicembre, Naveed Akram, è “apparso” in tribunale per la prima volta lunedì, due mesi dopo la peggiore sparatoria avvenuta in Australia degli ultimi trent’anni, orchestrata da lui e da sui padre. Il ventiquattrenne è comparso in un tribunale di Sydney per circa cinque minuti, tramite collegamento video dal carcere. Dovrà rispondere di cinquantanove capi d’accusa, tra cui quindici per omicidio e uno per attentato terroristico.
Il giovane e suo padre, Sajid, avrebbero attaccato una festa di Hanukkah sulla famosa spiaggia il 14 dicembre, uccidendo quindici persone e ferendone più di quaranta. Sajid, cinquant’anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalla polizia sul posto, mentre Naveed è rimasto gravemente ferito. Le autorità lo hanno successivamente trasferito dall’ospedale al carcere.
Sparatoria a Bondi Beach, parla il legale di Naveed Akram
Akram non ha mai preso la parola; si è limitato a rispondere affermativamente quando il vice magistrato capo Sharon Freund gli ha chiesto se avesse sentito una discussione riguardo a un’estensione degli ordini di soppressione. Gli ordini del tribunale coprono l’identità dei sopravvissuti alla sparatoria, ma consentono a questi di autoidentificarsi, se lo desiderano.
Secondo l’avvocato dell’imputato, Ben Archbold, è troppo presto per stabilire quale dichiarazione di colpevolezza presenterà il suo cliente. Il legale ha parlato delle condizioni del proprio assistito nel carcere di massima sicurezza di Goulburn: «Tutti sanno che è un carcere di massima sicurezza… condizioni molto impegnative». Alla domanda se Akram abbia rilasciato o meno delle dichiarazioni alla polizia, ha risposto: «Tutto quello che abbiamo fatto è stato avviare il processo. Stiamo aspettando che venga notificata la memoria. Non c’è altro che possa dire».
Cosa mostrano i video rinvenuti nei telefoni dei due attentatori
Le autorità hanno confermato che, tra le vittime dell’aggressione, ci sono due rabbini, un sopravvissuto all’Olocausto e una bambina di dieci anni. Akram dovrà comparire in tribunale ad aprile.I documenti giudiziari pubblicati a fine dicembre affermano che i due attentatori avrebbero pianificato “meticolosamente” l’attacco a Bondi Beach per mesi e si sarebbero recati sul posto per una ricognizione due giorni prima della sparatoria.
Un video, girato con uno dei loro cellulari a ottobre, mostra entrambi seduti davanti all’immagine di una bandiera dello Stato Islamico. Un altro filmato, risalente a ottobre, ritrae padre e figlio «mentre conducono un addestramento con le armi da fuoco in una località di campagna», presumibilmente nel Nuovo Galles del Sud. I due sono stati visti «sparare con i fucili e muoversi in modo tattico».
Federica Checchia





