Esteri

Sparatoria a Rio de Janeiro, 25 i morti

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Succede spesso che ci siano delle sparatorie tra Narcos e poliziotti all’interno delle favelas in Brasile. Ieri è successo a Rio de Janeiro, nella favela di Jacarezinho, una delle favelas più grande del Brasile circa 400.000 abitanti, controllata dal Comando Vermelho, una delle principali organizzazione criminali della nazione.

Secondo la Polizia Civile l’operazione era stata autorizzata

Ieri è stata autorizzata un’operazione, che coinvolgeva circa 200 agenti, nell’ambito di indagini sul reclutamento di bambini e adolescenti per lo spaccio da parte della gang che opera in quella zona e, da quanto riporta l’AGI, da testimonianze raccolte dall’agenzia Efe, lo scontro è iniziato dopo che un proiettile ha colpito alla testa un poliziotto all’inizio dell’operazione e per vendicarlo i suoi colleghi hanno dato vita ad uno scontro a fuoco uccidendo 24 persone e causando la più grande carneficina della storia del Brasile, superando quella dell’agosto ’93 quando alcuni poliziotti eseguirono un’operazione non autorizzata per vendicare la morte di 4 colleghi e in quel caso le vittime furono 21.

Dopo le accuse di presunti abusi ed esecuzioni extragiudiziali, respinte prontamente dalla Polizia Civile, come si apprende dall’AGI, il commissario Rodrigo Oliveira ha dichiarato: “La Polizia Civile non agisce per emozione. È stata un’operazione molto ben pianificata, che ha rispettato tutti i protocolli ed è stata il risultato di dieci mesi di indagini […] I criminali reclutavano i figli dei lavoratori e proibivano persino a qualcuno il diritto di avere una relazione con la persona che amano. Se per qualche motivo i trafficanti di droga non avessero approvato quella relazione, quella persona potrebbe persino perdere la vita”.

Oliveira dunque è certo che gli uomini della Polizia Civile abbiano agito seguendo tutte le procedure senza commettere azioni non autorizzate.

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