Non uno o due, ma ben quattro tentati omicidi ai danni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. A seguito della sparatoria avvenuta ieri sera alla cena della White House Correspondents’ Association le reazioni, soprattutto dai leader mondali, non sono mancate. Malgrado Trump si riconfermi una delle figure più contestate, ha ricevuto messaggi di vicinanza ed elogi alle autorità competenti presenti sul posto.

Le reazioni dei leader mondiali alla sparatoria contro Donald Trump

Il parere che, più di tutti, ha raggiunto l’opinione dei leader mondiali è che la violenza non può e non deve trovare posto in una democrazia. Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, ha scritto su X: «La violenza non ha posto in politica, mai». Si allinea anche il commento di Kaja Kallas, capa della politica estera dell’UE, che ha mostrato sollievo per il fatto che tutti adesso siano al sicuro. «Un evento che intende onorare una stampa libera non dovrebbe mai diventare una scena di paura. Auguro all’agente ferito una pronta guarigione» ha aggiunto Kallas.

Non manca anche la reazione di Giorgia Meloni. La premier italiana ha voluto esprimere «piena solidarietà e sincera vicinanza» al presidente e agli altri presenti al gala. Meloni, in linea con quanto detto da von der Leyen, dichiara che «l’odio politico non ha posto nelle nostre democrazie. Non permetteremo che il fanatismo avveleni gli spazi del libero dibattito e dell’informazione». Una considerazione che trova riscontro anche nelle parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il presidente francese Emmanuel Macron, oltre a esprimere «­pieno sostegno» a Trump, condanna aspramente l’incidente definendolo «inaccettabile».

Si accodano il leader turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro canadese Mark Carney. Ancora, il primo ministro britannico Keir Starmer dichiara: «Qualsiasi attacco alle istituzioni democratiche o alla libertà di stampa deve essere condannato con la massima fermezza». Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyah ha ritenuto doveroso elogiare i servizi segreti statunitensi proprio per la loro «azione rapida e decisiva», augurando poi una rapida guarigione all’agente di polizia rimasto ferito. Shehbaz Sharif, il primo ministro pakistano, ha scritto su X: «Profondamente scioccato dall’inquietante incidente con sparatoria alla cena dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington». L’incidente è stato condannato apertamente anche dal primo ministro ungherese uscente Viktor Orbán, dal primo ministro indiano Narendra Modi e dalla presidente messicana Claudia Sheinbaum.

Stefania Cirillo